BASTIAN CONTRARIO
D’Alema non ama Renzi
che straparla ovunque

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a parere del Bastian contrario, sarebbe ora che rivolgesse un po’ di attenzione alla trattativa Europa-Grecia. Per un motivo semplicissimo: i tre più grandi creditori di Atene, in Europa, sono 1) Germania, 2) Francia, 3) Italia. Ma Germania e Francia fanno finta di essere solo loro a comandare: la Merkel perché guida il paese europeo economicamente più forte, e Hollande fa il vassallo della Merkel, anche se l’economia francese va peggio di quella italiana. Inoltre -come ha ricordato Il Sole 24 Ore- la Francia da anni viola imperturbabile le regole anti-deficit dell’Unione europea, ma non incorre nelle multe che merita, proprio grazie alla protezione tedesca. Renzi dovrebbe darsi una mossa, non solo per difendere gli interessi italiani, ma anche per avere un ruolo meno distratto in quel “piccolo” affaire che è, oggi, la comunità europea.

Poi, ovviamente, c’è anche il problema del governo greco, che continua a non fare una -dicesi UNA- piccola riforma in casa. Non restituisce i debiti e chiede ancora soldi. Furbetti di sinistra?

 

renzi tsipras

 

Interessante, per il Bastian contrario, il sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato dal Corsera sulla “cosa” avanzata da Landini per una coalizione sociale chiaramente antirenziana. Interessante perché il 47% degli interpellati ritiene che sia una iniziativa utile, mentre il 30% dice che ci sono già le attuali forze politiche e sociali che si fanno carico degli stessi problemi. Ma il consenso all’iniziativa non significa riconoscere un ruolo politico al sindacato: il 53% è contrario, solo il 32% sarebbe d’accordo. Molto significativa l’identità dei simpatizzanti: giovani studenti, laureati, quadri e ceti medi impiegatizi. Prevalentemente settentrionali. I ceti più popolari non mostrano molta simpatia per un nuovo partito di sinistra, ipotesi vista favorevolmente solo da un 24%, con un 43% di contrari. Le casalinghe toccano il più elevato tasso di antipatia (60%).

 

Il presidente del Consiglio riceve la Fiom e i delegati della vertenza AST di Terni

 

Quanti ricordano chi è stato il primo della sinistra a cercare un accordo con Berlusconi? Il nome è quello di un dirigente del Pci che ha collezionato alcuni successi e numerose sconfitte: Massimo D’Alema, che come presidente della Bicamerale per le riforme istituzionali cercò in tutti i modi un accordo con Berlusconi (con l’opposizione dei compagni del Pds). Poi non gli andò tanto bene neppure con Romano Prodi, il cui governo cadde in una fase molto confusa, et voilà, D’Alema divenne presidente del Consiglio. Dopo un lungo silenzio (molti imputarono a lui i 102 voti che mancarono a Prodi per diventare presidente della Repubblica) ora ridiscende in campo contro Renzi.

 

Daniele Protti

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