lunedì 19 Agosto 2019

L’India dell’eterno rinvio beffa il mondo negando giustizia ai due Marò

Ancora un rinvio da parte della solerte magistratura indiana. Record mondiale, secondo alcuni osservatori, con l’incertezza se la beffa sia rivolta dall’India al mondo o dalla sua magistratura all’India stessa. Giurisprudenza paranoica o magistrati troppo pensosi? Ci sono colpe italiane?

Per certi versi, la vicenda giudiziaria dei due fucilieri di marina italiani in attesa di giudizio somiglia a uno di quei giochini di abilità, il ‘Tris’ ad esempio, che non hanno in realtà soluzione: chi fa la prima mossa giusta vince ed è solo chi sbaglia che fa vincere l’avversario. Esattamente come per il caso dei Marò dove qualche ‘entità’ ancora non definita con nome e cognome, ha consegnato i due militari italiani in servizio antipirateria in acque internazionali alle autorità indiane che non avevano titolo a chiederli in consegna e oggi, partita aperta, neppure giudicarli. Se mai un giudizio arriverà.

 

La questione della giurisdizione che divide India e Italia
La questione della giurisdizione che divide India e Italia

 

Dunque, un nuovo rinvio per le decisioni della Giustizia indiana sul caso dei due militari italiani accusati di aver ucciso a colpi di fucile due pescatori scambiati per pirati. Il Tribunale speciale di New Delhi ha rinviato la prossima udienza sul caso di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, al prossimo 7 luglio. Una volta tanto una decisione che appare anche logica rispetto al comune buon senso. Il giudice Neena Bansal Krishnam ha ricordato che il caso è ancora pendente davanti alla Corte Suprema che ha anche chiesto a tutti i tribunali di sospendere ogni decisione sui due Marò.

 

Attesa di fronte alla corte suprema indiana
Attesa di fronte alla corte suprema indiana

 

Quello che non appare logica, nel rimpallo tra Stati e arzigogolati organi giudiziari o di polizia indiani, è ora la laboriosa gestazione da parte della ‘più alta istanza giudiziaria indiana’ che deve ancora esprimersi sul merito del ricorso per l’utilizzo nelle indagini della polizia antiterrorismo. Prima l’attesa vana delle diverse valutazioni sul caso da parte dei ministeri Esteri e Interni. Poi la laboriosa ‘istruttoria del ricorso’. Forse in una prossima udienza l’esame sui fatti, forse entro fine marzo. Il governo italiano protesta, leggiamo sulle agenzie, ma a New Delhi non se ne sono accorti.

Potrebbe piacerti anche