Distruzioni archeologiche
Isis ruba al nostro futuro
la memoria del passato

L’incubo di 1984 di Orwell che si fa realtà: cancellare la storia dell’umanità, rubando alle generazioni future la memoria del passato. La recente notizia della distruzione da parte dell’Isis del sito archeologico Hatra, in Iraq, a pochi giorni da quello di Nimrud, Ninive, e del patrimonio conservato nel suo museo, fa pensare che il rifiuto dell’Occidente passa attraverso la cancellazione delle vestigia Assire, Babilonesi e dei Parti. Ossia delle civiltà che hanno gettato le basi di quelle a seguire, humus del nostro presente. Forse non se ne rendono conto gli esecutori materiali, miliziani che di Islam sanno ben poco. Ma i leader che nel Califfato dettano gli ordini sono tutto fuorché ignoranti.

 

Sito archeologico di Nimrud, Ninive

Sito archeologico di Nimrud, Ninive

 

Manipolando ad hoc versetti coranici e detti del Profeta, guidano i loro adepti non solo per ottenere il controllo esclusivo di un territorio ricchissimo di petrolio (operazioni che in fondo rientrano nella routine dello jus belli), ma anche per epurare la regione da tutti i suoi tesori artistici e archeologici. L’Iraq, la Mesopotamia storica che appare sin dalle prime pagine dei sussidiari con l’appellativo di «mezza luna fertile», è un luogo e un concetto che si insegna ai bambini perché ha la forza di evocare un passato mitico, col quale permettere loro di disegnare nella mente gli albori della storia presente.

 

Questo tesoro appartiene a tutto il mondo, tuttavia tocca in particolare gli abitanti del continente euro-asiatico, facendo richiamo ad un legame profondo e nobile che pone culture diverse su una stessa linea di partenza. Soprattutto oggi, nei tempi burrascosi che stiamo attraversando, è pericoloso rinunciare a un ponte che accomuna Occidente e Medio oriente, Europei ed Arabi. Lo Stato Maggiore del sedicente califfato, di questo è cosciente. Colpendo quei luoghi, colpisce tutti, anche coloro che non può raggiungere col fuoco delle armi, e senza dover sacrificare né uomini né attrezzature. Anzi, affermando di farlo per compiacere la volontà di Allah, riesce persino a conquistare nuovi adepti.

 

La distruzione di copie in gesso che non muta la portata del gesto

La distruzione di copie in gesso che non muta la portata del gesto

 

Tuttavia, lo Stato islamico non si accontenta di reclutare fanatici (anche non arabi, rompendo legami famigliari e personali, e complicando la vita degli altri arabi e/o musulmani residenti all’estero), ma auspica al crollo dei valori di un mondo che condanna e rifiuta in ogni suo aspetto, e che intende danneggiare anche sul lungo periodo, privandolo nei secoli a venire delle sue radici identitarie. Recidendo i legami storici che uniscono il mondo arabo a quello europeo, si aprono però scenari inediti e inquietanti, soprattutto perché gli unici valori che questa nuova entità sociale intende lasciare sono nichilismo, terrore e divisione. E’ bene interrogarsi a quali soggetti, e con quali modalità, spetti il compito di difendere il mondo euro-arabo dai suoi nemici.

 

Alessandra Fabbretti

Tags: Ninive
Condividi:
Altri Articoli