giovedì 23 maggio 2019

Siamo trogloditi digitali
La peggior rete Internet
Italia ‘maglia nera’ web

Peggio di noi soltanto Grecia, Bulgaria e Romania, e non è una consolazione. Parliamo di digitale, connessioni, competenze informatiche. La peggiore copertura dell’Ue per le reti di prossima generazione (accessibili solo al 21% di noi), e la percentuale più bassa di abbonamenti alla banda larga

Tragloditi digitali. L’Italia -riferisce l’Ansa- è tra i paesi meno ‘digitali’ d’Europa: poche connessioni, competenze informatiche carenti, una debole attività sul web ad eccezione di musica, video e giochi online. Un po’ meglio sul fronte delle imprese, dove l’e-commerce però non decolla, e dei servizi pubblici su internet, nella media Ue ma bloccati sia dall’arretratezza della domanda che da uno sviluppo parziale. E’ la fotografia che emerge dalla pubblicazione del nuovo ‘e-indice’ 2015 della Commissione Ue, che misura il livello di società ed economia digitali dei 28. E non ci consola.

 

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L’Italia ne esce 25esima su 28 con un punteggio di 0,36, quasi la metà di quello del paese leader che è la Danimarca (0,68). Peggio solo Grecia, Bulgaria e Romania, mentre tra i ‘top’ vi sono Svezia, Olanda e Finlandia. Il nuovo indice Ue (Desi, ‘Digital Economy and Society Index’) valuta infatti cinque aspetti (connettività, competenze, attività online, integrazione delle imprese, servizi pubblici), ognuno con un peso specifico differente. A contare di più (25%), in quanto ‘fondamenta’, la connettività e le competenze digitali: le aree in cui l’Italia è fanalino di coda, 27esima e 24esima su 28.

 

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Abbiamo infatti ‘la peggiore copertura dell’Ue’ per le reti di prossima generazione (accessibili solo al 21% delle famiglie), nonché ‘la percentuale più bassa’ di abbonamenti alla banda larga fissa (solo il 51%). La banda larga mobile, però, riscuote una certa ‘popolarità’: l’Italia è dodicesima in Ue. Questa, insieme al basso livello di utilizzo di internet, secondo Bruxelles “potrebbe essere una delle ragioni per cui la banda larga fissa fa fatica a decollare”. Circa un terzo degli italiani (31%), infatti, non ha mai navigato su internet, mentre solo il 59% è utente abituale, tra i valori peggiori dell’Ue.

 

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Male anche per i laureati in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica: ‘L’1,3% degli italiani tra i 20 e i 29 anni, percentuale insufficiente per un’economia avanzata nell’era digitale’. Gli italiani usano poco internet, penultimi in Ue, tranne per musica, giochi e video (dodicesimi): poca lettura (60% e 26esima posizione) dei giornali online (sensibilmente calata per l’introduzione delle notizie a pagamento), basso uso di tv su internet (0,5%, ultimi in Ue) e video on demand (20%, 21esimi), pochi social network (58%, 22esimi). Sono aumentati shopping online e homebanking, ma solo (42 e 35%).

 

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L’Italia registra invece le sue migliori prestazioni digitali nei servizi pubblici e nelle imprese online, rispettivamente al 15esimo al 21esimo posto in Ue. L’interazione con la pubblica amministrazione resta molto bassa (appena il 18% degli utenti di internet), mentre ‘le prestazioni della sanità online sono discrete’ (il 41% dei medici di base scambia dati via internet, il 9,2% usa ricette elettroniche). Le imprese italiane ‘stanno facendo passi avanti’, ma sono ultime in Europa per il commercio online (5,1%), mentre sono quinte per l’uso delle ‘soluzioni cloud’, servizio esterno di gestione aziendale.

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