martedì 20 Agosto 2019

Ucraina ancora cannonate
Oggi forse il vero ritiro
delle armi pesanti

Verso il ritiro delle armi pesanti. I separatisti del Donbas lo annunciano per oggi. Kiev non promette nulla e accusa: i bombardamenti filorussi lo impediscono. Di fatto dal 15 febbraio è questo il punto della tregua ancora incompiuto. Dalle due parti il timore di dare vantaggio agli avversari

Il ritiro delle armi pesanti dal fronte ucraino resta per ora una promessa non mantenuta. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, Kiev non ha ancora cominciato ad arretrare la propria artiglieria accusando le milizie filorusse di continuare a bombardare le sue posizioni, mentre da parte loro i ribelli annunciano che inizieranno a ritirare cannoni e lanciarazzi da oggi.

 

Carri armati di Kiev in attesa dell'ordine di arretramento
Carri armati di Kiev in attesa dell’ordine di arretramento

 

Ma resta da vedere se dalle parole si passerà ai fatti. Intanto, in un’intervista televisiva, il presidente russo Vladimir Putin prova ad abbassare i toni. Insistendo sul rispetto degli accordi di Minsk – malgrado gli strali ucraini e statunitensi contro l’atteggiamento russo – Putin liquida come ‘un assurdo scenario apocalittico’ quello di una guerra aperta con l’Ucraina.

 

KIEV, ATTACCHI RIBELLI IMPEDISCONO RITIRO ARTIGLIERIA

 

I ribelli intanto accusano Kiev di aver completamente bloccato agli abitanti di Donetsk e Lugansk l’accesso al territorio ucraino orientale controllato dalla capitale. ‘Nessuno può partire senza un pass’, da Donetsk. ‘La residenza a Donetsk e a Lugansk basta a negare l’accesso all’Ucraina’, è l’accusa. Kiev ha deciso di fatto un nuovo regime di ‘confine’.

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