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venerdì 20 Settembre 2019

Debaltseve ai separatisti
l’esercito ucraino il fuga

I separatisti della ‘Novorossia’, come Mosca chiama i territori separatisti rispolverando il nome zarista dell’attuale Ucraina sud-orientale. Dopo l’aeroporto di Donetsk, hanno espugnato anche lo strategico nodo ferroviario di Debaltsevo. Le polemiche sulla tregua violata e i risultati sul campo

In genere i cessate il fuoco o gli armistizi arrivano quando una delle due parti in conflitto si è convinta di avere problemi ma ancora qualcosa da difendere o la parte vincente di aver ottenuto quasi tutto quello che poteva conquistare con le armi. Il dramma ucraino, ben oltre le superpotenze Usa e Russia che incombono alle spalle delle parti in guerra, si avvia ad una soluzione armata sul campo. A favore dei separatisti della ‘Novorossia’ (croce blu di sant’Andrea su sfondo rosso), come Mosca chiama i territori separatisti rispolverando il nome zarista dell’attuale Ucraina sud-orientale.

 

Debaltseve flag sito

 

I ribelli filorussi, dopo l’aeroporto di Donetsk, hanno espugnato anche lo strategico nodo ferroviario di Debaltsevo e per la forze governative si crea una situazione di fatto, sul campo che difficilmente sarà recuperabile con le armi ed imporrà una revisione radicale dell’atteggiamento politico verso uno Stato federale. L’inviato dell’agenzia Ansa Claudio Salvalaggio scrive di ‘Nuovo rovescio militare per l’esercito di Kiev e ulteriore indebolimento politico per il presidente Petro Poroshenko’. Alcuni giorni di combattimenti oltre la data della tregua e, definito chi controlla cosa, ora il cessate il fuoco.

 

Ovviamente la versione di Poroshenko, che è volato al fronte in mimetica per stringere le mani degli ‘eroi’ ucraini, parla di ‘ritiro pianificato’ con le armi verso Artiomivsk, a 35 chilometri da Debaltsevo. La versione di Kiev è che non c’era accerchiamento, come sostenevano i separatisti per rivendicare Debaltesvo, e a Minsk l’assegnazione della cittadina è rimasta un nodo irrisolto deciso sul campo campo. Le colonne di tank e soldati in uscita dal territorio, racconta Salvalaggio, ‘che si tratti di soldati arresi, o soli ritirati non muta la sostanza: Kiev è stata costretta a cedere Debaltsevo’.

 

Polemiche anche a battute sulla ‘ritirata strategica’ tra Putin e Londra, ma è solo contorno. Nei fatti, costo in vite umane. I ribelli sostengono di aver ucciso tra i 2.000 e i 3.000 soldati, probabilmente come conto complessivo. Kiev ufficialmente ammette la morte di 22 uomini, di cui sei durante il ‘ritiro pianificato’ da Debaltsevo, 150 feriti e solo qualche prigioniero. Alcuni media, anche ucraini, hanno invece visto all’obitorio di Artiomivsk alcune decine di cadaveri di soldati e una lunga fila di bare di legno. La presa di Debaltsevo è stata condannata ovviamente e ‘fermamente’ dall’Occidente.

 

DEBALTSEVE sito 600 BUONO

 

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si ripete: accusa Mosca di sostenere i ribelli, ma il Cremlino semplicemente invita l’Occidente a cessare la guerra delle sanzioni e ad avviare un ‘dialogo costruttivo’. Problemi politici per Poshenko in patria, problemi anche per i veri mediatori europei, Merkel e Hollande rispetto agli Usa. Nessuno aveva capito quanto critica e sull’orlo del collasso fosse la situazione militare governativa ucraina. Maggiori difficoltà far accettare progetto e interesse europeo con la Russia come partner. ‘Non vogliamo agire contro la Russia, ma con essa’.

 

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