mercoledì 22 maggio 2019

L’Europa che forse esiste
Ucraina prove di tregua
Grecia senza ‘Troika’

Sulla crisi Ucraina l’Europa che conta. Francia a Germania convincono Putin e Poroshenko a darsi una calmata e Obama a tenere a bada i forcaioli repubblicani al Congresso che vogliono dare altre armi a Kiev. Ora l’Unione europea in coda a tutti, benedice, ripete, e fa la banca con la Grecia

UCRAINA

 

Difficile intesa
Difficile intesa tra due che non si amano

 

1. Il ‘cessate il fuoco’ dalla mezzanotte di sabato e il ritiro delle armi pesanti da martedì: sono i due punti più importanti dell’accordo sul conflitto ucraino trovato da Putin, Poroshenko con l’Europa di Merkel e Hollande al vertice di Minsk, dopo una tesissima maratona di 16 ore. Un’intesa che, con qualche modifica, rilancia gli accordi di Minsk dello scorso 5 settembre, finora ripetutamente violati da ambo le parti. Ora c’è il sostegno ufficiale dei quattro leader e una road-map del ‘gruppo di contatto’, dove i governativi dialogano con i separatisti sotto il patronato dell’Osce e della Russia.

 

2. I prossimi giorni diranno se l’accordo reggerà. Per ora mix di speranze e scetticismo. Quest’ ultimo legato alle molte ombre rimaste sullo sfondo del negoziato. Primo, lo status delle regioni ribelli con Kiev che già ora nega avranno l’autonomia concordata a Minsk. Poi il controllo dei confini russo-ucraini, dai quali anche oggi Kiev denuncia, senza provarlo, l’ingresso di ‘una cinquantina di carri armati russi, 40 lancia missili e altrettanti blindati’. L’accusa è di Poroshenko, volato a Bruxelles in cerca di sostegno politico dopo aver incassato dal Fmi l’estensione degli aiuti da 17,5 a 40 miliardi.

 

3. Putin e Poroshenko, parti direttamente in causa, impegnati a sottolineare i vantaggi acquisiti rispetto alle concessioni fatte. Putin congela la minaccia di ulteriori sanzioni europee e allontana forse anche la fornitura Usa di armi a Kiev. I separatisti vedono riconosciuta la porzione di territorio conquistata in questi mesi. Poroshenko sostiene che l’Ucraina non ha ceduto agli ‘ultimatum’ anche se, anticipa, ci sarà opposizione in casa. Gli Stati Uniti a denti stretti dicono ‘bravi’. Ma Obama sollecita Putin a smettere di sostenere i ribelli. Per il segretario di Stato Kerry resta aperta l’ipotesi di armare Kiev.

 

GRECIA

 

Che ci sarà da ridere
Che ci sarà da ridere

 

1. Sparisce la nefasta parola ‘Troika’ dai comunicati Ue, al suo posto di parla di ‘istituzioni’ per stare vicino alla Gracia nell’impresa di risanare le sue finanze. ‘Rispetteremo le regole fiscali e l’equilibrio di bilancio, non torneremo al deficit, ma ho chiesto il supporto dei partner perché così riusciremo a fare della Grecia un paese normale. Così Alexis Tsipras, aggiungendo che il ‘clima non è quello del ricatto ma del rispetto e della comprensione. Nessuno nel Consiglio Ue vuole lo scontro’. La Grecia e l’Ue cominciano a parlarsi e fanno un primo passo in avanti dopo lo scontro all’ Eurogruppo.

 

2. Tsipras accetta di far lavorare i suoi tecnici con quelli della ‘ex’ Troika, che cambia nome dopo le sue proteste, ed entro lunedì si cercherà un terreno comune per siglare un accordo all’Eurogruppo. I leader europei si dimostrano per ora disponibili verso il nuovo Governo e lavorano tutti ad un compromesso che non faccia perdere la faccia a nessuno. ‘L’Ue cerca sempre il compromesso, questo è il suo successo. La Germania è pronta ma va detto che la credibilità dell’Ue dipende dal rispetto delle regole e dall’essere affidabili’, ha detto la cancelliera Merkel al vertice europeo.

 

3. Un passo avanti rispetto all’Eurogruppo finito con uno scontro a viso aperto tra Atene e i suoi partner: ora la Grecia accetta che l’Ue valuti le sue proposte. Già da domani lavoro tecnico, poi una decisione politica che l’Eurogruppo dovrebbe essere in grado di prendere lunedì. Il vertice europeo non ha affrontato solo la questione greca, volutamente lasciata tra i temi per non trasformarla in una discussione politica. S’è parlato di quasi tutto (oltre l’Ucraina). Questione terrorismo con una stretta sui controlli alle frontiere e cooperazione tra intelligence. Di Frontex Triton pare non si sia parlato.

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