Molto prima della Crimea
«La crisi acuta in Ucraina che stava portando a conseguenze imprevedibili e stava per sfuggire di mano a entrambi i protagonisti non è nata con il fatto gravissimo e inammissibile dell’annessione della Crimea, ma dal contrasto sulla firma dell’accordo tra l’Unione Europea e l’Ucraina, un accordo di partnership generale».
Forzature 2013 prima di Maidan
«Ho avuto occasione di partecipare a una riunione di capi di stato che si tenne nell’ottobre 2013 a Cracovia, sotto presidenza polacca, e in quella sede mi resi conto di come ci fosse una forte pressione da parte di esponenti dell’Ue (Polonia e Paesi Baltici, Ndr) per una conclusione anche frettolosa di quell’accordo da cui era stata esclusa ogni consultazione con la Russia sulle ricadute che poteva avere quell’accordo, che comprendeva perfino un accordo di libero scambio tra l’Ucraina e l’Ue indipendentemente dal fatto che poi c’era un sistema di rapporti tra Ucraina e Russia che in quel modo veniva messo in mora».
Errori dell’Unione e troppa fretta
«Queste questioni sono state affrontate all’epoca, ma io ritengo che non c’è dubbio che da parte dell’Unione e della Commissione che gestiva il negoziato sull’accordo, si commise un errore di notevole portata non considerando l’esigenza allora di una consultazione trilaterale. Sono cose che ho avuto occasione anche di poter discutere quando ci sono state le visite a Roma del presidente Obama e del presidente Putin. In effetto adesso viene recuperata questa necessità che venne ignorata dagli organismi europei».
Quando Putin era amico
«Non possiamo dire che nella strategia del presidente Putin vi fosse un disegno di Eurasia che collideva con le possibilità di collaborazione con l’Ue. Non dobbiamo dimenticare che Putin ha sottoscritto accordi importantissimi anzitutto per un sistema di rapporti e incontri tra l’Ue e la Russia, tra la Nato e la Russia; mentre già si avviava la crisi nell’Ucraina, si approvava un documento comune dell’Ue e della Russia per un impegno di lotta contro il terrorismo».
La Russia e il mondo
«Negli ultimi 15 anni si era riusciti a dare alla Russia il senso delle sue responsabilità come membro della comunità internazionale in una fase esposta a molteplici sfide e incognite».