• 26 Febbraio 2020

BASTIAN CONTRARIO
Renzi provincialismo Expo
Dante non parla al mondo
e Turandot salta la Scala

Sabato, giorno di Expo a Milano, il governo di Renzi ha toppato, almeno in alcuni particolari, che hanno rivelato un provincialismo imbarazzante per una occasione così importante, che si è svolta in uno degli ambienti più straordinari e spettacolari di Milano: l’Hangar Bicocca, nell’area storica della Pirelli (merita assolutamente una visita). Peccato che l’organizzazione sia inciampata in alcune sviste (disem inscì, alla milanese, per non infierire).

Gli oratori, a cominciare da Renzi, hanno parlato solo in italiano, nonostante la folla di invitati giunti dall’Europa e da fuori Europa. Ma, clamorosamente, non c’era nessuna traduzione. Niente cuffie, nemmeno un programma con i titoli (in italiano e inglese) delle conferenze.

 

Totò e Peppino a Milano
Totò e Peppino a Milano

 

Gli ospiti stranieri, giunti da parecchie parti del mondo, quando hanno chiesto gli auricolari per seguire gli interventi con traduzione simultanea si sono sentiti rispondere: questo servizio non è disponibile. Non solo: il programma della giornata era stato stampato solo in italiano.

Ancora: inizia la conferenza su “Cooperazione internazionale ed Expo 2015” e la presentazione viene fatta in italiano. Lapo Pistelli, viceministro agli Affari Esteri, è stato l’unico degli oratori a rivolgere il suo saluto in inglese. Dopo il buffet i previsti 14 autorevoli interventi sul tema della lotta alla povertà sono pronunciati da quattordici autorevoli oratori italiani. Che ovviamente parlano in italiano.

Il Bastian contrario può permettersi di suggerire che toppate del genere sono dannose per gli ospiti stranieri e comunque molto sgradevoli anche per noi italiani?

 

Layout 1

 

La giornata grama di sabato si è arricchita di un altro esempio di dissennatezza italica. Per il primo maggio, giorno di inaugurazione dell’Expo, è prevista la Turandot alla Scala. Ma la Cgil dice: il primo maggio si manifesta in piazza, non alla Scala. Gli altri sindacati hanno una diversa posizione, perfino la Camusso –segretario generale uscente della Cgil- è contraria alla posizione degli orchestrali Cgil. Che però non cambiano (finora) idea.

Avanti popolo, alla riscossa (de che?).

Daniele Protti

Daniele Protti

Daniele Protti, è giornalista di lungo corso e di nobile mestiere: direttore de Il Quotidiano dei Lavoratori, poi a Il Globo, Il Messaggero, a L’Europeo (direttore del settimanale del 1995, della rivista dal 2000 al 2013). Ora rema contro assieme e noi.

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