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mercoledì 16 Ottobre 2019

A Mosca Hollande-Merkel
Anche la Nato in campo
e armi pesanti dagli Usa
Ucraina verso lo sfacelo

Merkel e Hollande a Mosca. A Kiev Kerry con soldi e armi. Nel dramma Ucraina oltre a ultra nazionalisti contrapposti e probabili presenze occulte russe e americane in campo, ora mette lo zampino anche la Nato. Il segretario generale Stoltenberg annuncia più militari a est e sud e 5000 commandos

La Nato ovviamente si difende sempre e soltanto. E il segretario generale, il norvegese Jens Stoltenberg annuncia che l’Alleanza rafforza il suo sistema di difesa collettiva per “rispondere alle minacce a est e sud”. Oggi la ‘ministeriale difesa’ -ministra Pinotti nel mucchio- darà il via libera a un aumento nella Forza di risposta della Nato “da 13mila a 30mila soldati” e una forza di intervento rapido “da 5mila soldati”. Rassicurante verro? Ovviamente sempre e solo colpa altrui. “E’ una risposta alle azioni aggressive della Russia” e “risponde ai nostri obblighi di difesa collettiva”.

 

ucraina brucia coperrtina

 

Altro ‘aiutino’ alla catastrofe arriva da Kiev. Non solo dalla parte governativa ultra nazionalista in guerra con i filorussi a loro volta ultra filorussi. A Kiev il segretario di stato Usa Kerry per discutere eventuali forniture di armi americane. Armi che il governo filo-occidentale chiede da mesi per combattere i separatisti dell’est. Il capo della diplomazia Usa alle prese con le due anime ucraine, il premier ultra nazionalista Iatsenyuk e il più moderato Poroshenko. A Kiev anche il francese Hollande e la tedesca Merkel oggi a Mosca come soli mediatori credibili rispetto all’Ue assente.

 

Alle mosse Nato-Washington, ovvia e scontata la risposta di Mosca. Il leader del Cremlino Putin, ha firmato un decreto per mobilitare per due mesi i riservisti. Si tratta di ‘una prassi ordinaria annuale’ -dicono- ma la mossa è destinata ad aumentare ancora le tensioni. Ed è proprio l’aggravarsi della situazione sul terreno alla base della decisione dei due leader europei di affrontare la crisi in modo il più possibile diretto: «La nostra proposta si baserà sull’integrità territoriale dell’Ucraina», annuncia Hollande, con una attenzione alle tutele federative delle minoranze interne. Con nodo Crimea russa.

 

L’iniziativa è partita dalla Germania, che da tempo lamenta le ricadute delle sanzioni sull’economia tedesca e che adesso tenta l’affondo sperando di convincere Putin a rivedere tutta la situazione nell’ interesse di tutti. Mosca, da parte sua, su dice pronta a non ostacolare l’autonomia dell’Ucraina, ma fuori dalla Nato e a sua spese. A respingere ogni ipotesi di una possibile adesione di Kiev alla Nato ci ha pensato lo stesso Hollande alla vigilia del viaggio: «La Francia non è favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza atlantica». Come dire: negozieremo, tratteremo, ma non su questo punto.

 

Infine l’accorato appello del Papa per l’Ucraina di giorni fa. “Fratelli e sorelle -ha detto il Papa a nell’appello alla comunità internazionale per la pace in Ucraina- quando sento le parole ‘vittoria’ o ‘sconfitta’ provo un grande dolore, una grande tristezza nel cuore, non sono parole giuste, l’unica parola giusta è ‘pace’, questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi fratelli e sorelle ucraini, ma pensate, questa è una guerra tra cristiani, voi tutti avete lo stesso battesimo, state lottando tra cristiani, pensate a questo, a questo scandalo. La preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra”.

 

Ucraina ruderi sito 600

 

L’escalation del conflitto nelle regioni orientali ucraine, catastrofica per 5,2 milioni di persone. Almeno 224 civili morti e 545 feriti nelle ultime 3 settimane a causa dei combattimenti tra esercito di Kiev e separatisti filo-russi. Fermate di trasporti pubblici, mercati, scuole e asili, ospedali e aree residenziali trasformati in campi di battaglia nelle regioni di Donetsk e Lugansk, violando il diritto umanitario, denuncia l’Onu che aggiorna il pesantissimo bilancio di 10 mesi di conflitto: 5.358 morti e 12.235 feriti.

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