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domenica 22 Settembre 2019

All’ 1% di straricchi
metà dei beni mondiali
Crimine contro l’umanità

Rapporto sulle ‘Grandi disuguaglianze’. Escalation dal 2009, quando una élite deteneva il 44% della ricchezza e nel 2014 è arrivata al 48%. Entro due anni la ricchezza dell’1% supererà quella del restante 99%. Ritmi di crescita fanno temere che nel 2016 i morti di fame cresceranno a dismisura

I dubbi sulla partizione della ricchezza sul pianeta sono antichi come il mondo stesso. Giorni fa Massimo Lauria ( http://goo.gl/DzHUwS ) ci ha apertamente parlato di ‘fregatura’ dai negoziati a porte chiuse tra lo Zio Sam e il Vecchio Continente. Trattato di libero scambio ambiguo, dice uno studio del Parlamento Ue. Sul ‘Ttpi’ pesano incertezze e troppi segreti. Dietro gli accordi sul commercio si nascondono vantaggi per pochi e fregature per molti. Ora Giulio Albanese, da giornalista attento e da prete non esattamente ‘comodo’ riprende il temo con altri dati che, ben oltre la diffidenza per il TTIP, questa volta provocano rabbia e indignazione.

 

 

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Nel 2016 più della metà della ricchezza globale sarà in mano all’1% della popolazione del mondo

È quanto si legge nel rapporto sulle “Grandi disuguaglianze” di Oxfam.

Secondo il documento stilato dalla confederazione internazionale (composta da 17 organizzazioni di diversi Paesi), attiva sul fronte umanitario e su quello dello sviluppo, entro due anni la ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supererà quella del restante 99%.

Una disuguaglianza in continua crescita, visto che la quota di ricchezza nelle mani dell’1% della popolazione del pianeta è aumentata in maniera costante dal 2009 (quando una élite deteneva una quota di ricchezza pari al 44%) al 2014, anno in cui la percentuale è arrivata al 48%.

Ritmi di crescita che portano Oxfam a credere che nel 2016 i morti di fame cresceranno a dismisura.

 

Wall-Street sito

 

I dubbi sulla partizione della ricchezza sul pianeta sono antichi come il mondo stesso. Giorni fa Massimo Lauria ( http://goo.gl/DzHUwS ci ha apertamente parlato di ‘fregatura’ dai negoziati a porte chiuse tra lo Zio Sam e il Vecchio Continente. Trattato di libero scambio ambiguo, dice uno studio del Parlamento Ue. Sul ‘Ttpi’ pesano incertezze e troppi segreti. Dietro gli accordi sul commercio si nascondono vantaggi per pochi e fregature per molti. Ora Giulio Albanese, da giornalista attento e da prete non esattamente ‘comodo’ riprende il temo con altri dati che, ben oltre la diffidenza per il TTIP, questa volta provocano rabbia e indignazione.

 

Oxfam, in una nota, chiede ai governi di adottare un piano di sette punti per affrontare la disuguaglianza: dal “contrasto all’elusione fiscale di multinazionali e individui miliardari” all’introduzione “di salari minimi”.

Se lo scorso anno, sempre secondo la confederazione, “gli 85 Paperon dè Paperoni del mondo detenevano la ricchezza del 50% della popolazione più povera (3,5 miliardi di persone), quest’anno il numero è sceso a 80, una diminuzione – sottolinea – impressionante dai 388 del 2010. La ricchezza di questi 80 è raddoppiata in termini di liquidità tra il 2009-2014”.

 

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Leggendo questo rapporto mi è venuta alla mente la riflessione del sociologo polacco Zygmunt Bauman, uno dei massimi interpreti della globalizzazione, il quale ha colto uno dei tratti caratteristi della post-modernità: la dicotomia “turisti-vagabondi”.

Di cosa si tratta? I vagabondi sono coloro che si spostano per necessità, per fuggire da una situazione di grave privazione economica e assenza di prospettive; i turisti, al contrario, sono le élite globali, altamente qualificate, che viaggiano ed emigrano per scelta, cavalcando i vantaggi dell’attuale assetto di capitalismo globalizzato. Di questo passo, presto saremo tutti vagabondi se la la politica continua ad essere ancella dell’alta finanza…

E questo è davvero un crimine contro l’umanità

 

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