Per il Bastian contrario la notizia del cambio di direzione a Il Foglio potrebbe essere succulenta, dal momento che il sottoscritto non ha mai condiviso la passione di Giuliano Ferrara prima per Craxi poi per Berlusconi. Invece ora mi scappa un applauso per la sua “uscita” di scena (che provvederà subito a smentire nei fatti).
La prima volta che vidi Giuliano mi rimane indimenticabile, molti anni fa. Piazza Venezia, la salitina che porta verso il Campidoglio, un fondo stradale allora (come adesso!) bestiale, con i sanpietrini scalcinati, a volte mancanti o affondati in buche provocate dagli autobus diretti verso l’Anagrafe.
Io, in Vespa, cerco di evitare buche e perfidi sanpietrini. E davanti vedo una scena che mi lascia a bocca aperta: Ferrara su una Lambretta “antica”, che praticamente non si vede perché lui la copre pressochè interamente, con il suo corpo e l’impermeabile svolazzante; faccia tranquillissima, quasi un sorriso. Ovviamente va piano, molto piano. Indifferente al caos del traffico intorno e alle strombazzate di qualche automobilista frettoloso e pirla.
Negli anni ci siamo incontrati varie volte, pur essendo politicamente distanti. Mi ha sempre colpito la sua voracità culturale, la furibonda capacità di leggere (leggere, non sfogliare!) tanti libri, la passione spesso e volentieri aggressiva nel sostenere le sue idee (e quando si incazza i suoi occhi azzurri lampeggiano).
Il Foglio ospita firme che non mi convincono, ma va riconosciuto Giuliano ha fatto un giornale al quale non si può rimanere indifferenti. E la scelta del suo successore (Giuliano, volevi sorprendere?): Claudio Cerasa, un giovane cresciuto da parecchi anni in redazione. E che vota Pd.