• 27 Febbraio 2020

Amianto killer impunito
per complicità di scienza
politici corrotti e lobby

Più della metà dei morti nel mondo per amianto si trova in Europa. Ogni anno la polvere killer uccide 176.000 persone su tutto il pianeta, 5000 nella sola Italia. Il Vecchio continente è considerato il «centro globale storico di uso dell’amianto». I dati sono dell’Organizzazione mondiale della sanità, che li ha diffusi attraverso l’indagine ‘Abestos: use, bans and disease burden in Europe’ (l’Amianto: l’utilizzo, i divieti e il carico di malattia in Europa).

 

amianto boia 800

 

I numeri in senso assoluto non spaventano troppo. Il fumo da sigaretta provoca più decessi: 70.000 l’anno solo nel nostro Paese. Ma se letti da un’altra angolazione i dati dell’Oms appaiono più allarmanti. Infatti, sono 125 milioni i lavoratori esposti a rischio amianto tutti i giorni. E considerato che ci si può ammalare anche 40 anni dopo averlo respirato, allora la situazione appare più inquietante.

 

«Nei periodi 1920-1970 e 1971-2000 l’Europa ha usato il 48% e il 58% di tutto l’amianto commerciato nel mondo», dice l’Oms. «Per questo può essere caratterizzata come il centro globale dell’uso nella storia e come l’epicentro attuale di tutte le malattie relative all’amianto». Insomma, siamo stati il laboratorio prediletto delle lobby dell’amianto, che ancora oggi influenzano il parere di scienziati e legislatori in tutto il mondo.

 

È così per Ezio Bonanni, avvocato e presidente dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), secondo cui le lobby industriali «sono riuscite a coinvolgere esponenti autorevoli delle istituzioni anche scientifiche e a far sottovalutare il danno che l’amianto era in grado di determinare all’organismo umano». E l’epidemia in corso sembra destinata ad aggravarsi nei prossimi anni.

 

amianto eternit 600

 

Si stima che nel nostro Paese ci siano circa 40 mila siti contaminati da amianto e un altro milione di micro-siti con 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti la sostanza cancerogena. Solo il 2% di questi, dice l’Ona, è stato bonificato per davvero. La preoccupazione, quindi è che nei prossimi anni si verificheranno molti altri casi di malattie dovute all’esposizione alla sostanza.

 

In ogni caso, avvertono da più parti, l’unico modo per tutelarsi davvero dall’amianto è rimuoverlo da ogni sito, bonificando edifici e manufatti contaminati. Ma per questo ci vorrebbe una massiccia politica nazionale e risorse finanziarie. Che però tardano ad arrivare.

 

 

 

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