Mi è capitato di vedere, nei vari giornali nei quali ho lavorato, che ci sono direttori o capiredattori che quando si innamorano di un titolo (soprattutto se ideato da loro) non c’è verso di smuoverli anche se è sbagliato. Ieri un quotidiano romano, Il Tempo, ha pubblicato il titolo di prima pagina che poteva essere scritto anche da un Salvini qualsiasi (sì, quello che ogni volta che apre bocca non si capisce se fa il fascista o è semplicemente un ignorante, soprattutto in storia).
Bene, ecco il titolo: ‘Dopo Napolitano basta comunisti’. Un ignorante (o semplicemente un giornalista che non controlla, oppure che si ritiene un politico che “dà la linea”) si aggira a Il Tempo. Vediamo di ricordare i presidenti della Repubblica italiana: due liberali (De Nicola, Einaudi), un socialdemocratico (Saragat), un socialista (Pertini), cinque democristiani (Gronchi, Segni, Leone, Cossiga, Scalfaro), un indipendente (Ciampi), un comunista (Napolitano).
Il titolo de Il Tempo è ambiguo: può essere inteso da un lettore smemorato che parecchi comunisti hanno soggiornato al Quirinale, anche se probabilmente il senso era: uno è comunque troppo. Indipendentemente dalla condivisione o meno del titolo in termini politici, mi permetto di commentarlo criticamente in termini giornalistici, perché può indurre un lettore a pensare che ci sono stati altri comunisti al Quirinale. Il che è falso. E giornalisticamente scorretto.