BASTIAN CONTRARIO
La Fiat e il mito Fiom
Landini avrebbe ‘toppato’

La notizia era già annunciata (anche se Susanna Camusso e Maurizio Landini avevano espresso incredulità): a Melfi verranno costruite le nuove Jeep Renegade e Fiat 500X. Il che significa 1500 assunzioni di lavoratori. Inutile attendere commenti positivi dal sindacato, e da Maurizio Landini (segretario Fiom) in particolare. Perché Landini, a lungo ottimo sindacalista, sul tema Fiat “toppa” da anni. Molti non ricordano, per esempio, che la Fiat Panda veniva costruita a Ticky, in Polonia, dove il costo del lavoro non arrivava alla metà di quello sindacalmente praticato in Italia.

 

Susanna Camusso, segretario generale Cgil e  Maurizio Landini, segretario Fiom

Susanna Camusso, segretario generale Cgil e Maurizio Landini, segretario Fiom

 

Bene, Sergio Marchionne, capo di Fiat Auto dal 2005, decide di investire milioni di euro per ristrutturare quello stabilimento di Pomigliano d’Arco che nel 2000 era in condizioni incredibili di incuria, sporcizia, lamiere accatastate senz’ordine, tassi di assenteismo incredibili (esempio storico: in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici proclamato dopo l’assassinio del sindacalista metalmeccanico genovese Guido Rossa, ad opera delle Br, il 35% dei lavoratori di Pomigliano presentarono un certificato medico per assentarsi…).

 

Nel 2000 la Fiat decise di donare al sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, un certo numero di Fiat Multipla hybrid power (motore termico abbinato al motore elettrico). Alla consegna la maggior parte degli operai è fuori dai cancelli, per occuparsi del “mercato autogestito”. Le Multipla ibride vengono messe in un’area abbandonata della fabbrica e il Comune le ha messe in rottamazione pochi anni dopo.

 

Sulla nuova Pomigliano d’Arco la Fiom di Landini è da sempre in guerra, non firma accordi. Forse non conosce cosa diceva Giuseppe Di Vittorio, il fondatore della Cgil: “Il mestiere del sindacalista è trattare, trattare, trattare. Non alzarsi mai dal tavolo prima della controparte”. Esattamente il contrario di quello che, in questi anni, ha fatto e continua a fare Landini, proseguendo la vocazione minoritaria della “sinistra sindacale” ai vertici Fiom dopo Bruno Trentin. Anche se i fatti smentiscono Landini: Torino non è stata abbandonata dalla Fiat di Marchionne, anzi aumentano le produzioni non solo Fiat (per esempio anche la Maserati verrà prodotta nella ex Bertone).

 

La manifestazione di 40 mila nel 1980 a Torino

La manifestazione di 40 mila nel 1980 a Torino

 

E ora a Melfi ci sono 1500 nuove assunzioni, per costruire anche la prima Jeep prodotta fuori dagli Usa. La sconfitta del 14 ottobre 1980 (la manifestazione di 40mila cittadini torinesi promossa dai quadri intermedi Fiat) è in linea “culturale” con la Fiom di Landini che, al referendum tra gli operai di Pomigliano del 22 giugno 2010, viene sconfitto (il 63,4% erano a favore dell’accordo) ma non demorde (anche se allora il leader del PD Pierluigi Bersani , chiaramente in disaccordo con Landini, sprona la Fiat “a procedere senza tentennamenti, senza se e senza ma”).

 

Ora la notizia di Melfi, con le nuove assunzioni che purtroppo nell’Italia di oggi rappresentano un caso isolato, si aggiunge a un’altra non certo trascurabile: la fine della cassa integrazione straordinaria per 5418 lavoratori, rientrati nelle fabbriche italiane del gruppo FCA.

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