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giovedì 19 Settembre 2019

Allah non lo vuole: terroristi organizzati e bersaglio emblematico

Attacco contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella redazione aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Almeno 12 persone uccise, tra cui due agenti di polizia, quattro i feriti gravi. Durante l’attacco le grida, Allah u Akbar, Dio è grande

I fatti sono noti e non serve arrivare per ultimi. Ma forse aiuta lo sforzo nel cercare di capire. La sintesi della tragedia. Nell’attacco sono rimasti uccisi il direttore e vignettista Charb (Stephane Charbonnier), e altri tre noti vignettisti Cabu, Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia, e il suo collega Tignous. Oltre le grida di ‘Allah u Akbar’, avrebbero gridato, ‘vendicheremo il Profeta’ (Maometto, ndr), e avrebbero rivendicato di essere di al Qaida. Il settimanale, già in passato era stato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto. Irriverente con tutto o tutti.

Nella foto il direttore di Charlie Hebdo, Charb, Stephane Charbonnier, ucciso dai terroristi displays the front page of the newspaper as he poses for photographers in Paris, Wednesday, Sept. 19, 2012. Police took up positions outside the Paris offices of the satirical French weekly that published crude caricatures of the Prophet Muhammad on Wednesday that ridicule the film and the furor surrounding it. The provocative weekly, Charlie Hebdo, was firebombed last year after it released a special edition that portrayed the Prophet Muhammad as a "guest editor" and took aim at radical Islam. (AP Photo/MIchel Euler)
Nella foto il direttore di Charlie Hebdo, Charb, Stephane Charbonnier, ucciso dai terroristi

Charlie Hebdo era un settimanale assolutamente provocatorio e non sempre condivisibile. Satira carogna, dicevano loro stessi. ‘Bete e méchan’, bestiale e cattivo, iconoclasta, per disturbare l’opinione pubblica perbenista, ma non soltanto loro, abbiamo visto. Il nome Charlie viene scelto quando il giornale appare come versione francese dell’italiano Linus e come quest’ultimo prende il nome da un personaggio dei Peanuts, Charlie Brown. Nel ’92 assume l’attuale identità. Giornale espressione di una sinistra culturale. Tuttavia vi si trovano opinioni e posizioni diverse e contrapposte.

Nel 2006 CB pubblicò le famose vignette di satira su Maometto e i costumi musulmani che erano uscite sul settimanale danese Jyllands-Posten provocando manifestazioni di protesta in tutto il mondo islamico. Disegnatori e giornalisti danesi vennero minacciati ripetutamente. Charlie Hebdo scelse di pubblicare le vignette contro tutte le intolleranze religiose. La pubblicazione provocò proteste nella comunità musulmana francese. Da allora il giornale è stato bersaglio di polemica da parte degli esponenti musulmani. Da allora c’è un presidio di polizia davanti alla sede del giornale.

La sequenza del'assalto ripresa dalle telecamere di sorveglianza
La sequenza del’assalto ripresa dalle telecamere di sorveglianza

Ora, dopo la paura dei cosiddetti ‘Lupi solitari’, un commando vero e proprio organizzato a colpire e non nel mucchio. Prima di oggi, in Francia, fu soltanto l’Oas anti indipendenza algerina nel 1961 ad uccidere tanto. Ma oggi si pone in maniera tragica un problema già noto alle forze di sicurezza. Dopo Parigi, allarme anche in Italia. Il pericolo riguarda ormai la capacità di attacco di gruppi poco numerosi ma ben addestrati. Situazione incontrollabile se l’estremismo cresce all’interno del Paese stesso. Integralismo che impone di rivedere antichi sostegni petroliferi e folli regimi dispotici medioevali.

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