lunedì 17 giugno 2019

Ciao Babbo Natale e Befana
ora il 2015 senza illusioni
solo ‘realismo addolcito’

Due le principali vicende dell’anno che abbiamo sepolto. Lo Stato Islamico e il braccio di ferro tra Stati Uniti e Russia. Due anche le parti del mondo coinvolte: mediterraneo meridionale nel nordafrica e parte dell’est europeo. Poi i conti di casa: l’Italia in cui cresce solo la disoccupazione

Italia

Illusioni da inizio anno o realismo? Nel dubbio ci siamo inventati il ‘realismo addolcito’. Leggere i fatti con un po’ di ottimismo. Siamo sopravvissuti al terzo anno consecutivo di recessione: -2,4% (2012), -1,9% (2013) e -0,3% (stimato 2014). La produzione industriale si è ridotta del -3% su base annua. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il record del 13,2% e un terribile 43,3% di disoccupazione giovanile. Ma abbiamo il saldo attivo commerciale dei primi dieci mesi dell’anno che è stato di +33,6 miliardi (+70,4 miliardi al netto dei costi energetici), con un aumento del +2,9% delle esportazioni, in particolare per la crescita delle vendite verso i mercati dell’UE (+4,7%).

 

Obama babbo natale 800

 

Mondo

Crisi internazionali ad alto rischio mai così intense e numerose. Dallo Stato Islamico al braccio di ferro tra Stati Uniti e Russia. Due le aree geografiche coinvolte: parte del nord Africa meridionale e e dell’est europeo e baltico. Per le crisi nel mondo islamico, il prossimo futuro sarà il saldo dovuto alle ‘Primavere Arabe’ più fallimentari, dalla scommessa dei militari in Egitto alla disintegrazione della società libica. Poi l’Ucraina. Crisi aperta a testimonianza dei pessimi rapporti cui sono giunte le attuali amministrazioni di Washington e Mosca. Regressione al muro di Berlino ancora in piedi.

 

Iraq e Siria

Le milizie sunnite dello Stato Islamico in Siria e Iraq. Oggi sappiamo che l’organizzazione jihadista nasce come reazione delle fazioni musulmane sunnite nei confronti della dirigenza sciita irachena e si è inserito nella guerra civile in Siria. Lo Stato Islamico in Siria e Iraq potrebbe probabilmente essere sconfitto nel corso del 2015, mentre a giugno potrebbe arrivare un accordo sul nucleare in Iran. Più difficile prevedere una pacificazione in Siria che, in ogni caso, resta legata alla soluzione del ‘dilemma Assad’: il suo mantenimento al potere. Questione su cui servirà sentire anche Mosca.

 

Israele-Palestina

In Medio Oriente, l’ormai marcescente conto da saldare con la storia di Israele e Palestina. Una situazione sempre più insostenibile all’interno di quei territori e sempre più mal sopportata a livello internazionale. Impossibile capire se si stia avvicinando il momento della creazione di due Stati. Due elementi non direttamente politici destinati a pesare. Per Israele, vincere sempre non paga più e inquieta il mondo. Per la Palestina, fare sempre le vittime non porta più ‘aiuti di consolazione’. In Israele elezioni politiche anticipare a marzo. E opposti radicalismi politico-terroristici incombono.

 

Stati Uniti e Russia

Decisiva la crisi tra Washington e Mosca. Gli Stati Uniti, in piena ripresa economica e con Obama libero negli ultimi due anni al potere, fanno temere. Altre analisi vedono la Casa Bianca dietro le quinte per defenestrare il presidente russo Putin. Un tentativo di destabilizzazione attraverso la Nato a premere sui confini e l’Ucraina usata come grimaldello e ancora a rischio d’essere il terreno dello scontro. A Putin il compito di disinnescare le minacce non solo alla sua poltrona e impedire che gli USA proseguano nella riedizione della Guerra Fredda per tornare al dialogo come regola necessaria.

 

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Italia-Europa

A fidarsi delle previsioni degli economisti che forse debbono rivedere molti dei loro criteri di analisi, nel 2015 la crisi in Europa potrebbe allentarsi e anche la nostra economia ripartire. Poco poco ma almeno un po’. Inversione di tendenza, insomma. Fine della contrazione economica, forse, ma subito un problemone istituzionale: la elezioni del nuovo presidente della Repubblica come prova d’esame per una intera classe politica, maggioranza e opposizione nello stesso calderone. Altrimenti sarà per noi come in Grecia, con elezioni anticipate ed estremismi e populismi vincenti.

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