Governo e Parlamento
Due forti autorevoli ci aiutano a svelare un po’ di segreti. L’Istituto di Ricerche internazionali Archivio Disarmo, e l’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia. Osservazioni critiche pesanti: ‘Sottrazione’ di informazioni al Parlamento per un controllo adeguato in materia che tocca politica estera e difesa del paese. Quest’ anno mancano informazioni presenti gli anni scorsi come l’elenco dei paesi sotto embargo o Onu o Ue. Manca l’elenco delle autorizzazioni agli istituti di credito nel commercio di armi dal governo Berlusconi.
Distretto armiero di Brescia
Ma dai dati forniti dalle Nazioni Unite l’Italia risulta il primo esportatore mondiale sia di ‘non military arms’ sia di ‘armi comuni’. Su Unimondo, Giorgio Beretta (che non c’entra con la nota fabbrica d’armi) ci rivela: quasi tutte le armi ‘non da guerra’ esce dal distretto armiero di Brescia e di quello di Urbino dove c’è la Benelli Armi, che fa parte del gruppo Beretta. La ‘Beretta Holding Spa’, ha partecipazioni dirette o indirette in 26 aziende in tutto il mondo. Nel bresciano ci sono anche altri produttori come Tanfoglio, Perazzi, Rizzini, Guerini, grandi esportatori. Ma andiamo sul pesante.
Armamento pesante
Partiamo da uno sporco trucco: i cannoni navali compatti Oto Breda sulla fregata Aung Zeya e sulle tre corvette destinate al Myanmar. Ma nei confronti di Myanmar/Birmania c’è un embargo di armi deciso dal Consiglio UE già dal 1991 e prorogato fino al fino all’aprile 2015. E l’autorizzazione all’esportazione dall’Italia di questi cannoni non figura in nessuna delle Relazioni che dal 1990 i vari governi hanno inviato alle Camere e nelle Relazioni ufficiali all’Ue nelle quali i governi nazionali sono tenuti a riportare armamenti e materiali militari che esportano nel mondo. Furbetti.
Valore globale alto
Cifre più generali, nel 2013 il valore globale delle licenze di esportazione è stato di 2.149.307.240 di Euro. Meno del 2012 mai tutto corremmo sapere già ora del 2014 agli sgoccioli. Vende di più l’aeronautica, l’elicotteristica, la cantieristica navale, l’elettronica per la difesa (avionica, radar, comunicazioni, apparati di guerra elettronica) ed i sistemi d’arma (missili, artiglierie), che hanno visto nell’ordine Alenia Aermacchi, Selex ES e Agusta Westland, ai primi tre posti per valore delle operazioni autorizzate. La maggior parte di queste sono possedute o partecipate da Finmeccanica.
I migliori ‘clienti’
I principali acquirenti sono stati i Paesi UE/NATO, con il 48,52% del totale. Dubbi e accuse sui Paesi non Ue destinatari di autorizzazioni all’esportazione. Il Governo ha unito i dati dei programmi intergovernativi a cui partecipava l’Italia con quelli delle esportazioni vere e proprie. Ed ecco che, se nella tabella dalla Relazione figura come primo Paese acquirente l’Arabia Saudita, dai dati sulle esportazioni vere e proprie il primo acquirente risulta l’Algeria, con acquisti per 234 milioni. Clienti da non vantare sia Algeria sia Arabia Saudita che -Human Rights Watch- i diritti umani li ignorano.