Sempre con un anno di ritardo rispetto a quello che si chiude, 2013 quindi, per Sipri, lo ‘Stockholm International Peace Research Institute’, in Africa c’è stato un aumento delle spese militari dell’8.3% per un totale di 45 miliardi di dollari. Va detto che la cifra risulta esigua se confrontata con i bilanci della difesa dei paesi industrializzati: li spende da sola la Germania, e l’Italia ne stanzia ogni anno 34. Ma quei 45 miliardi restano una cifra molto superiore a quello del Prodotto interno lordo che è cresciuto solo del 5,4% circa. Negli ultimi 10 anni, la spesa è aumentata del 65%. Record mondiale.
Il primato spetta all’Algeria, l’unico stato africano con un bilancio per la difesa superiore a dieci miliardi di dollari: il governo ha stanziato nel 2013 il 170% in più rispetto al 2004, con una crescita del Pil -stesso arco di tempo- del 31%. Altri otto Paesi hanno più che raddoppiato le spese militari nel decennio. Incremento record del 306% in Ghana, con una crescita del Pil del 95%. Ciad, Libia, Liberia, Malawi, Swaziland, Namibia, Angola, nel 2013 hanno aumentato di 2/3 gli stanziamenti. Lo Zimbabwe sotto embargo ha quasi raddoppiato il bilancio difesa mentre dimezza il suo Pil.
Colpisce che moltiplicano le spese militari fino a raddoppiarle e triplicarle Stati come la Liberia che ha 1,4 medici e 80 posti letto ogni 100.000 abitanti, un tasso di mortalità materna di 770 ogni 100 mila bambini nati vivi e il 40% della popolazione adulta analfabeta. O come il Ghana, con soltanto 9 medici e 90 posti letto ogni 100.000 abitanti. Proprio la Liberia è lo stato più colpito da Ebola. Ma i Paesi del Sahel e l’intera fascia sottostante, da un oceano all’altro, temono la minaccia jihadista già presente in casa e di mese in mese più grave, osserva Anna Bono su la ‘Nuova Bussola Quotidiana’.
Molti governi devono fare i conti con gruppi armati antigovernativi e secessionisti. Per diversi stati costieri si pone il problema della pirateria, passata dalle coste somale a quelle atlantiche, nel Golfo di Guinea. Più armi e più personale militare addestrato? Dall’Africa notizie di attentati terroristici e di militari e agenti di polizia che non rispondono alle richieste di aiuto e lasciano villaggi e intere città nelle mani dei miliziani. Crescono i territori del tutto fuori controllo: Nigeria, Congo, Kenya, Mali, dove gruppi armati di jihadisti, bande di trafficanti di droga, armi ed esseri umani comandano.
Il caso della Nigeria è rivelatore. Uno degli eserciti più grandi del continente, circa 130.000 unità, non riesce ad aver ragione di Boko Haram, in tutto alcune migliaia di terroristi. Che accade allora, tutti i codardi in divisa? Non tutti ma molti ladri a gestire il miliardo di dollari destinato alla ‘difesa’ e stornato da ministri e parlamentari. Armi effettivamente acquistate rubate per essere rivendute a chi -civili, criminali e gli stessi terroristi- disponga di denaro. Militari coraggiosi contro le proteste popolari dal Sud Africa all’Etiopia. Dunque, più armi solo garantire il potere ai leader al comando.