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martedì 15 Ottobre 2019

Da questo Natale il nuovo
Trattato sugli armamenti
Un bel regalo al mondo

Un grande regalo per la società civile che da anni lavora per un efficace controllo sul commercio di armamenti: da oggi in vigore il Trattato Internazionale sugli armamenti già ratificato da oltre 60 Paesi, tra cui l’Italia. Nuove regole per un mercato che vale circa 100 miliardi di dollari anno

Almeno mezzo milione di persone muore ogni anno e molte di più sono ferite, torturate, violentate, come risultato di un commercio globale scarsamente regolato di armi e munizioni. Un commercio circondato da opacità segretezza ma che è stimato circa in 100 miliardi di dollari all’anno. Da oggi nella legislazione internazionale il testo di un Trattato che inserisce i diritti umani e l’impatto sociale tra le valutazioni per concludere vendite di armi. L’entrata in vigore del Trattato premia gli sforzi di due decenni della campagna ‘Control Arms’, tra cui la combattiva ‘Rete italiana per il Disarmo’.

 

Apparentemente fuori tema: da TravelGlobe scatto di Emanuela Ricci per il Natale
Apparentemente fuori tema: da TravelGlobe scatto di Emanuela Ricci per il Natale

 

Il Trattato, ammettono i suoi promotori italiani, manca ancora di alcuni meccanismi per renderlo realmente efficace, ma già include un numero di regole forti in grado di fermare -di frenare- il flusso di armamenti verso Paesi nei quali si teme la possibilità che proprio tali armi possano essere usate per genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, violazioni dei diritti umani. Cinque dei 10 principali esportatori di armi (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito oltre all’Italia), sono tra gli oltre 60 Stati che hanno già ratificato questo Trattato che va comunque regolato da leggi.

 

Battaglia vincente della Rete Italiana per il Disarmo, già dai lontani anni 2000. Fin dalla raccolta dei volti per la ‘Petizione da un milione di facce’. ‘L’Italia è stata tra i primi Paesi a firmare e ratificare, con voto unanime del Parlamento, questo trattato’, commenta Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo. Ma molto resta da fare. ‘Il nostro giudizio sul Trattato non può essere completamente positivo poiché la riguarda solo i principali sistemi d’arma più le armi leggere e di piccolo calibro, commenta Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di Ricerca Archivio Disarmo.

 

Restano infatti escluse dalle nuove regole del Trattato, tutte le armi da fuoco che non hanno un esclusivo uso militare, e i trasferimenti di armi all’interno di accordi governativi e programmi di assistenza e cooperazione militari. Oggi Applausi, ma con prudente moderazione. Il Segretario Onu Ban Ki-moon ricorda che il Trattato porta ‘responsabilità, controllo e trasparenza’ nel mercato degli armamenti. Ma non impone limiti. Critiche alle carenze di controllo parlamentare sulla politica estera e di difesa del nostro paese, da parte di Giorgio Beretta, sempre della Rete Disarmo.

 

Sporting-Rifle sito

 

Altri dettagli controversi aperti. ‘Non va dimenticato che l’Italia è il principale esportatore mondiale di armi leggere che, come ha evidenziato il precedente segretario dell’Onu Kofi Annan, sono le vere armi di distruzione di massa del nostro tempo’, denuncia Piergiulio Biatta, dell’ Osservatorio sulle Armi Leggere (OPAL) di Brescia. Posizioni contrapposte quelle tra OPAL e l’industria armiera del bresciano, che ha forti ricaschi occupazionali. Di fatto, molte le armi esportate verso le zone di conflitto e a corpi di polizia di governi autoritari e le cui violazioni dei diritti umani sono note.

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