Più di 3400 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo nel tentativo di traversata dalle coste africane all’Europa. Quasi 200mila quelli hanno raggiunto le coste di Italia, Spagna, Grecia e Malta, e circa 300mila hanno chiesto asilo politico nell’Unione europea. Germania, Svezia e Francia sono i Paesi più ambiti. Numeri che descrivono la situazione geopolitica incandescente in Nordafrica e Medio Oriente. La guerra civile in Siria, la Libia nel caos e l’avanzata dell’Isis stanno provocando un esodo senza precedenti verso l’Europa. L’Onu: «Senza Mare Nostrum sempre più morti nel Mediterraneo».
L’Italia, in prima linea nel fronteggiare l’emergenza, nell’ultimo anno con l’operazione umanitaria Mare Nostrum ha soccorso oltre 150mila migranti. Dal 1 novembre ha ceduto il passo alla missione europea Triton, che per budget, aree di intervento e finalità non è però paragonabile all’intervento italiano, tanto che l’Onu ora teme un notevole aumento delle morti in mare. Numeri record dovuti alla guerra in Siria, all’avanzata dell’Isis e al caos libico da dove affrontano la traversata gran parte dei migranti. L’assenza di controllo del territorio agevola i trafficanti di esseri umani, che utilizzano la Libia come base di smistamento.
L’Italia, per la sua posizione al centro del Mediterraneo è il varco prediletto da chi tenta di penetrare in Europa. L’Italia per la maggior parte dei profughi è solo un punto di passaggio. Le richieste d’asilo parlano chiaro: chi arriva nel nostro Paese sogna di proseguire il viaggio verso Nord, soprattutto Germania e Svezia. ‘Il caso svedese è esemplare: ha più richieste di asilo rispetto a nazioni molto più popolose come Italia e Francia – sottolineano all’Unhcr- Non solo perché è un Paese ricco ma per la sua cultura dell’accoglienza e dell’integrazione’. Il ministro dell’Educazione è arrivata dalla Bosnia 5 anni fa come rifugiata.
Mare Nostrum-Triton. Il cambio della guardia ha comportato un sensibile taglio dei costi. Budget calato a 2,9 milioni di euro al mese. Ma calano anche le capacità di intervento: «Mare Nostrum era un’operazione umanitaria, e i suoi mezzi operavano in alto mare -spiega la portavoce di Frontex – mentre la flotta Triton pattuglierà fino a 30 miglia dalle coste italiane. Certo le navi in difficoltà saranno soccorse come previsto dal codice della navigazione, ma l’obiettivo primario è assicurarsi che nessuno entri nel territorio europeo senza essere scoperto. Finalità diverse. Triton non andrà a sostituire l’attività svolta fino ad oggi dall’Italia’.
E allora? Perché quelle bugie iniziali? All’operazione Triton, frutto di delicati accordi politici a Bruxelles, partecipano 19 dei 28 Paesi dell’Unione europea, ma Frontex tace l’identità degli Stati coinvolti. Di sicuro c’è però che il Regno Unito si è apertamente sfilato dall’operazione definendo i soccorsi «un fattore di attrazione involontario, che incoraggerebbero più migranti a tentare la pericolosa traversata in mare». Una posizione definita «totalmente offensiva» dalle Nazioni Unite. Il passaggio da Mare Nostrum a Triton provocherà a un aumento dei morti in mare, denuncia l’Onu. La spending review sui diritti umani è pura barbarie.