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martedì 15 Ottobre 2019

Il mondo dove non c’è Vigilia

La ‘ricorrenza’ diventa un problema per chi non la vive per fede o condizione o circostanza. Le notizie di oggi, quelle che non avremmo voluto dover leggere e darne conto: tensioni razziali negli Usa, pilota catturato dall’Isis, Kiev sempre più Nato, massacri in Afghanistan e Siria. Libia e Gaza

Giovane nero ucciso da agente negli Usa, a Berkeley. La polizia di St Louis ha reso noto che la notte scorsa a Berkeley in Missouri un agente ha sparato ad un giovane nero di 18 anni, identificato con il nome di Antonio Martin, dopo che la vittima aveva puntato una pistola contro l’agente. Lo scrive la Cnn online precisando che il poliziotto ha aperto il fuoco perché temeva per la propria vita. La zona della sparatoria non è distante da Ferguson, dove lo scorso 9 agosto un altro 18enne nero, Michael Brown, venne ucciso da un poliziotto. Si temono altre reazioni contro gli ‘sceriffi killer’.

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Isis abbatte un aereo della Coalizione, ‘preso il pilota’. La ‘fonte’ della notizia i canali Twitter e Youtube dell’Isis a Raqqa. Per la prima volta lo Stato islamico avrebbe abbattuto un aereo della Coalizione internazionale guidata dagli Usa. Non si hanno riscontri se si sia realmente trattato di un abbattimento oppure di un semplice incidente di volo. L’Isis pubblica le foto del pilota, un giordano a quanto detto, che viene mostrato in buone condizioni di salute. Ovvi i timori diffusi tra i vertici politico militari della ‘Coalizione’ anti Califfo per le possibili crudeli ritorsioni sul militare.

L’uccisore di bin Laden accusato di ‘fuga notizie’. Eccesso di vanità per Robert O’Neill, l’ex Navy Seal che ha affermato di aver ucciso Osama bin Laden nel blitz del maggio 2011 ad Abbottbad, in Pakistan. L’ex militare è sotto inchiesta perché potrebbe aver rivelato delle informazioni segrete. Al Naval Criminal Investigative Service (l’Ncis della seria televisiva pre Tg su Rai due), sono state presentate accuse secondo le quali O’Neill potrebbe aver detto troppo sul blitz contro l’allora capo di al Qaida. L’Ncis ha pertanto avviato un’inchiesta. Speriamo non siano dei duri come quelli in tv.

Afghanistan e Siria, un vero macello di ‘cattivi’. In Afghanistan nelle ultime 48 ore almeno 136 talebani sarebbero morti per raid aerei e operazioni militari terrestri nella provincia orientale afghana di Kunar, al confine con il Pakistan. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha contestato il bilancio fornito dalle fonti militari. In Siria, per le Ong, sarebbero oltre un migliaio i jihadisti uccisi dai raid della coalizione a guida Usa sulla Siria in tre mesi. Dall’inizio dei raid, almeno 1.171 uccise: 1.119 di loro sarebbero jihadisti dello Stato islamico e del Fronte al Nusra.

Kiev è molto ‘allineata’, Libia e Gaza come sempre. L’Ucraina ha deciso di rinunciare al suo status di paese non allineato per avvicinarsi alla Nato, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e il conflitto con i ribelli filorussi. Libia: le violenze tra gruppi armati hanno provocato la morte di centinaia di civili. Lo riferisce l’Onu precisando che alcune violazioni possono essere assimilate a “crimini di guerra”. A Gaza un palestinese è rimasto ucciso nello scontro a fuoco con l’esercito israeliano a Khan Yunes, nel Sud della Striscia. Si tratterebbe di un ufficiale di Hamas.

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Per sorridere, un po’ di Kim Jong-un, il leader nordcoreano. Il mondo preoccupato per la sua salute. Sappiamo che era stato promosso da capitano a generale nell’ottobre 2010 e vicepresidente della potente Commissione nazionale di Difesa. Designato al rango di ‘grande successore’ del padre, il “caro leader” Kim Jong-il, dalla fine del 201 non si sa molto: compirà 32 anni l’8 gennaio, e pare malato. Decisamente sovrappeso, con problemi di deambulazione. Avrebbe la gotta. Pensare che ha studiato in un collegio svizzero, è poliglotta ed ha una smodata passione per il basket americano Nba.

 

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