• 17 Febbraio 2020

Disgelo Stati Uniti Cuba
Storia e business Usa
nell’America latina

Passato il clamore dello storico annuncio del riavvicinamento fra Washington e L’Avana, chiedersi il perché della scelta di Obama per modi e tempi, e saggezza. Sull’agenzia giornalistica missionaria Misna troviamo l’interessante analisi di Alfredo Luis Somoza, giornalista ed esperto di politica internazionale. Che possiede memoria e successione di fatti decisivi. ‘Un decennio fa il fallimento della proposta di George W. Bush di un’Area di libero commercio delle Americhe, l’Alca. Un unico mercato, dall’Alaska alla Terra del Fuoco. Nel 2005 a Mar del Plata, in Argentina, il progetto fallì’.

 

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Da allora, osserva il direttore della testata on-line ‘Dialoghi’ e presidente dell’Istituto Cooperazione Economica Internazionale (Icei), ‘la Cina è sbarcata nella regione ed è diventata primo partner, mentre sono nati molti nuovi organismi regionali fra cui la Celac (Comunità degli Stati latino americani e caraibici) che addirittura esclude gli Stati Uniti’. Per Obama, dunque, era necessario recuperare terreno nei confronti dell’America Latina. Agli addetti ai lavori non è passato inosservato l’invito rivolto a Cuba dal presidente di Panamá a partecipare alla prossima Cumbre de las Américas’.

 

Appuntamento ad aprile 2015 nel paese centroamericano. ‘Si tratterà del primo vertice in cui Usa e Cuba saranno presenti insieme dal 1962 e sarà quello il momento più importante che suggellerà il disgelo’, rileva Somoza. Il momento per una nuova strada nelle relazioni con i vicini del Sud sembra più che mai opportuno per gli Stati Uniti. Anche il New York Times è intervenuto nel dibattito in due editoriali -uno in spagnolo, ‘mai accaduto prima’ osserva Somoza- in cui si condanna l’embargo che danneggia le aziende americane e i rapporti con la regione latinoamericana. Obama non missionario.

 

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E che i tempi siano propizi -osserva ancora l’esperto- lo dimostra anche la reazione della Florida, storica patria degli anticastristi, i nipoti degli avventurieri che -organizzati dalla Cia- spinsero Kennedy alla catastrofe della ‘Baia dei porci’. ‘Ormai i cubani in esilio sono alla seconda, terza generazione. Fino a 20 anni fa sarebbero scesi in strada a protestare, ma non è più così. Tutti vogliono chiudere la questione. I repubblicani si oppongono per recitare un ruolo, ma persone come il senatore di origini cubane Marco Rubio rappresentano un elettorato minoritario’. Business is business.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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