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mercoledì 16 Ottobre 2019

C’ERA UNA VOLTA
Un altro Papa,
un’altra Turchia,
lo stesso Erdogan

Una pensata pazza: la precedente visita papale in Turchia, fine novembre del 2006, che avevo raccontato io per la Rai. Vecchi appunti, curiosità e memoria. Forse valeva la pena di curiosare tra la memoria del computer e vecchi taccuini. Con spunti anche di riflessione su una Turchia che non è più

 

L'allora Papa e l'allora premier turco
L’allora Papa e l’allora premier turco

 

Testi di lavoro per vecchi radio-telegiornali, così come ritrovati

 

Vigilia visita Papa, lunedì, Radio

 

Benvenuto, titola in italiano un quotidiano turco, rivolgendosi al Papa. Dopo i colpi di fioretto e qualche sciabolata della vigilia, è l’evento, ed anche la stampa turca, non particolarmente benevola ma attenta alla visita papale, ne prende atto. “Il Papa sarà il benvenuto -rassicura cronista di Milieet fra i molti mobilitati a seguire questa visita- non fosse altro perché da adesso è nostro ospite”.

Le televisioni si attrezzano a lunghe dirette mentre la CNN turca promette di non perdere un colpo. Il breve incontro all’aeroporto del premier turco Erdogan col Papa cristiano sana l’ultima ferita alle forme, anche se non cambia le contraddizioni sostanziali di questa audace visita pastorale.

Viaggio ecumenico quello del Papa. Lettura totalmente politica quella da parte turca, con la significativa novità di queste attenzioni dell’ultima ora.

Nei suk di questo enorme Paese, qui ad Istanbul, curiosità e sostanziale indifferenza popolare rispetto ad un evento che ritengono non li coinvolga e non li riguardi. Comunque, ripetono, benvenuto Papa.

Sensibilità giornalistiche ed attenzioni politiche diverse, ovviamente, con la novità di una informazione ora non più occultata o reticente su cosa si prepara per domani qui in Turchia.

 

 

Papa martedì Tg1

 

Tutto ciò che non è cerimonia ufficiale, oggi Ankara, nel resto della Turchia toccata da questa lunga ed intensa visita papale, è sicurezza. Istanbul, che accoglierà domani sera e per due giorni il Papa cristiano, sta facendo mille sforzi per presentarsi agli occhi del mondo nelle forme e nelle vesti migliori.

Il Patriarcato lungo una sponda del Corno d’oro, momento d’incontro, domenica, tra i massimi vertici delle due antiche chiese cristiane d’Occidente e d’Oriente. “Il Papa qui sarà il benvenuto, anche se per noi saranno giorni difficili”, è la voce del quartiere.

Poi la spianata tra Santa Sofia e la Moschea Blu, l’omaggio alla storia multireligiosa dell’antica Bisanzio e alla fede musulmana dell’attuale Istanbul.

“Un turista soltanto più importante degli altri” ci dice l’interprete abusivo.

Aspetti religiosi e contenuti politici che si intrecciano. La sensibilità del Pontefice fa dire al Premier Erdogan di essere favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione europea. Avallo molto apprezzato, nel momento in cui l’Europa ripete l’elenco delle insufficienze turche per la promozione nell’Unione, a cominciare dai rapporti con Cipro divisa in due parti, e delle libertà di espressione e di religione.

Temi che non saranno certo evitati nel corso dei numerosi incontri previsti, ma che sembrano essere partiti nel tono giusto del confronto amico.

 

 

Papa mercoledì Efeso, Tg3

 

Come nessuno, alla vigilia, si sarebbe neppure sognato potesse essere. Tutta la stampa turca a rincorrersi nel sottolineare l’inizio positivo di questa difficile visita del Papa cristiano.

Letta da destra o da sinistra, dalla parte laica o da quella islamica, la parola d’ordine che si rincorre sulle prime pagine, è “dialogo”. Attenzione spasmodica, anche ai dettagli degli incontri.

Il quotidiano Zaman, vicino al partito del premier Erdogan, apprezza il cappotto chiuso del Papa, nell’incontro con l’Imam di Ankara, evitando di esibire la croce del suo ministero.

La missione ecumenica del Papa e gli scambievoli riguardi con l’Islam, a sanare le incomprensioni nate dal discorso di Benedetto a Ratisbona. Dal punto di vista turco, soprattutto la politica. Bene Erdogan, per la sua accoglienza all’aeroporto, critiche al Presidente della Repubblica per aver riservato al Pontefice il cerimoniale di ‘serie B’ invece di quello di ‘serie A’.

La Turchia scopre di aver trovato un nuovo amico lungo la sua difficile strada verso l’Europa, ed apprezza, proprio nel giorno in cui la Commissione di Bruxelles propone di interrompere le trattative di accesso, per la questione Cipro.

 

 

Papa mercoledì Istanbul Tg1

 

Una Istanbul sconosciuta persino ai suoi 17 milioni di cittadini che la vivono nel caos di strade antiche invase tra le macchine che si inseguono tra due continenti. Oggi la Istanbul ecologica dei lunghi percorsi a piedi, ad unire gli itinerari super blindati dell’ospite: il Papa cristiano di Roma.

Dopo la bomboniera intima del Patriarcato ortodosso, questa mattina sulla riva del Corno d’oro, la spianata sulla collina, fra i due gioielli di Santa Sofia e la Moschea Blu dei sei minareti. Qui l’attesa è soprattutto sicurezza. Polizia ovunque, a sovrastare anche il velleitario tentativo dei militanti del Partitino della Felicità, di esibire il loro dissenso. 18 arresti anche di presunti fiancheggiatori di organizzazioni terroristiche.

Sicurezza e ospitalità, sono le parole d’ordine di questo mix di momenti religiosi e politici assieme. L’ospitalità, grazie alle inattese simpatie che si sono scatenate, ha superato ogni attesa di vigilia.

Le presunte minacce di Al Qaeda al Papa cristiano ospite hanno portato al parossismo la sicurezza. La Turchia che esibisce cultura antica e modernità al mondo, anche in risposta ai rimproveri giunti dall’Unione Europea.

 

 

Papa giovedì mattina, Tg2 ore 13

 

La spianata sulla collina tra Corno d’Oro e Bosforo, tra Santa Sofia e la Moschea Blu. Poche centinaia di metri lungo cui s’è mossa la storia che saranno ripercorsi nel pomeriggio da Papa Benedetto. Santa Sofia è museo già nella sua storia: prima basilica della cristianità di Bisanzio, poi moschea della Istanbul ottomana.

I sei minareti della moschea Blu sono l’attualità della fede musulmana praticata ogni giorno. La politica dei simboli, insomma, del Papa cristiano verso una Turchia che oggi appare meno distante.

Più lontana invece la stessa Turchia dall’Unione europea, che propone di bloccare le trattative di ammissione col governo di Ankara.

Compattezza di opinione pubblica qui, sui giudizi positivi alla visita papale, ed altrettanto unanime la critica nei confronti di Bruxelles per l’offesa ricevuta. Su Cipro, il tema della censura europea, noi non torneremo indietro ha detto il premier turco Erdogan, che pure insiste sulla necessità di proseguire il percorso di adeguamento alle normative dell’Unione.

La condizione del dialogo che si apre col Papa cristiano, e lo stop momentaneo del confronto con l’Europa delle rigidità, che esalta una contraddizione che la Turchia vive con disagio.

 

Papa Benedetto col patriarca Ortodosso Bartolomeo
Papa Benedetto col patriarca Ortodosso Bartolomeo

 

Papa Francesco col patriarca Ortodosso Bartolomeo
Papa Francesco col patriarca Ortodosso Bartolomeo

Messaggio interno Rai (utile ancora oggi)

Fonetica turca

 

Cari amici,

certamente sapete cosa s’intende per “fumare come un turco” e quanto ascoltare un turco sia sentir “parlare turco”. Anche il nostro italiano, per loro, è “parlare italiano”, soprattutto sulla pronuncia dei nomi.

 

Brevissime regole linguistiche utili alla cortesia internazionale:

1. La G con la pipetta sopra (Ğ, ğ), come per Erdoğan, è muta. Il vostro Erdogan nasce quindi come Erdoaan (vocale leggermente allungata) e così gradirebbe essere chiamato in vita.

2. La C senza pipetta sotto (Ç, ç), si legge invece come “G” (senza pipetta sopra) con la pronuncia morbida. Per farvi un esempio, io risulto nato a Cenova. Giada sarebbe stato Cada e ciò che ‘giova’ invece ‘cova’.

3. Dal che, il ministro degli esteri turco Babacan [allora NdR], lo devi chiamare Babagian.

4. Per il riguardo dovuto ai vertici dello Stato, segnalo inoltre come la dieresi sopra le vocali (ü, ö, Ü, Ö), indica una vocale chiusa (molto chiusa, come il tedesco Führer o il meno inquietante Güten morghen, o la “casöla” cara a Bossi). Dal che il Presidente turco Abdullah Gül [allora, NdR] è foneticamente “g-U-l” e non Gul.

5. A sintesi delle regole e della confusione possibile. L’Ağca papale, perde la G con la pipetta ma cambia la C in G e resta Agia.

 

 

 

 

 

 

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