• 28 Febbraio 2020

Il soldato surgelato:
mattana Pentagono
di ‘conserva’ feriti

I soldati americani feriti sul campo di battaglia potranno essere salvati attraverso una particolare ‘ibernazione’ -così la definiscono loro- capace di mantenerli in vita in attesa dell’arrivo dei soccorsi. La notizia della nuova terapia farmacologica alla quale stanno lavorando ricercatori americani, sostenuti da circa 550mila dollari finanziati dal Pentagono, ha riscontrato ottimismo trovando ampio spazio sulle pagine del Mirror e di altri media britannici. L’idea pare una cosa seria oltre alle facili battute aiutate dal cinema. Bloccare i processi degenerativi del corpo ferito in attesa dei soccorsi.

 

bala baluk, afghanistan - intervento medico d'urgenza per afghano

 

‘Durante le guerre in Iraq e Afghanistan oltre l’87% dei soldati sono deceduti nei primi 30 minuti dopo il ferimento, prima che riuscissero a raggiungere l’ospedale più vicino’ sostiene Geoffrey Dobson, ricercatore presso la Division of Tropical Health and Medicine della James Cook University nel Queensland, ideatore del farmaco. ‘Almeno un quarto di questi uomini – spiega Dobson – aveva riportato ferite curabili e sarebbe riuscito a scongiurare la morte se fosse arrivato in tempo in ospedale. Il tempo, in quel caso è stato il vero assassino’. Un passo verso l’immortalità?

 

Il farmaco sperimentale pensato da Dobson punta a fornire sufficiente pressione sanguigna agli organi vitali per mantenere il soggetto in vita durante una certa quantità di minuti successivi al ferimento, nonostante il soldato abbia subito una forte perdita di sangue o un trauma cranico. Il ferito potrà così, anche per pochi minuti, scongiurare una morte, altrimenti certa, in attesa di essere adeguatamente soccorso e curato. ‘La medicina, con alte capacità coagulanti -continua il ricercatore della Cook University- può essere iniettata direttamente nel sangue, riducendo pure l’infiammazione.

 

fantozzi-in-macchina

 

Una serie di colloqui già iniziati potrebbero portare già entro un anno all’approvazione del farmaco da parte della “Food and Drug Administration”. L’utilizzo del portentoso farmaco, qualora la sperimentazione continuasse a confermare gli efficaci risultati finora ottenuti, potrebbe essere esteso dai campi di battaglia agli ambiti domestici e alla vita di tutti i giorni, riducendo le conseguenze di incidenti, anche gravi, e contribuendo a salvare molte vite. Al momento, in assenza di maggiori e più serie informazioni e garanzie a livello scientifico, si sprecano polemiche e battute, come da foto sopra.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

Read Previous

Il Papa e il ‘Sultano’
tra storia e memoria
dopo Costantinopoli

Read Next

GATTO RANDAGIO
Parigi Père-Lachaise
Abelardo ed Eloisa