Privacy Policy Usa, dubbio Afghano: vado-non vado-resto e l'incubo 'Iraq bis' -
giovedì 12 Dicembre 2019

Usa, dubbio Afghano:
vado-non vado-resto
e l’incubo ‘Iraq bis’

Secondo il New York Times nelle settimane scorse il presidente americano ha dato l’ordine di prolungare anche per il 2015 le operazioni militari contro i talebani. Altra missione afghana per gli italiani: da ‘Enduring Freedom’ stiamo per passare a ‘Resolute Support’. Meno soldati e più rischi

Forse vado, forse resto, forse abbiamo combinato un gran pasticcio. Quasi di soppiatto il presidente americano Obama ha deciso di prolungare di un anno la missione militare in Afghanistan. Quindi niente ritorno a casa per tutti a festeggiare il capodanno 2014/15. L’Operazione Enduring Freedom, supererà i 13 anni previsti, e i miliardi già spesi, e le migliaia di soldati della coalizione morti. Dopo quanto visto in Iraq tra le forse dell’esercito governativo e la guerriglia islamica, forse il momento di lasciare l’Afghanistan agli afghani non è ancora arrivato. Salvo il rischio di cedere tutto ai Talebani.

 

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Le offensive dei militari americani contro i talebani e contro le cellule di Al Qaeda ancora operative nel Paese proseguiranno. Non solo con con raid condotti da caccia e droni ma anche via terra, con l’invio di soldati a sostegno delle missioni delle truppe afghane. Quello che si dovrà fare anche in Iraq ma che ancora non si può dire. Formalmente il ‘contrordine’ serve solo garantire la sicurezza dei 9.800 militari e funzionari americani ancora in Afghanistan per la formazione dell’esercito di Kabul e in operazioni antiterrorismo e aiutare l’insediamento del nuovo presidente Ashraf Ghani.

 

Un passo indietro rispetto alla ‘exit strategy’ americana precedente, fissando la data del 31 dicembre per il passaggio di consegne alla autorità afghane. Ma in questi sei mesi è cambiato tutto. Il Medio Oriente è stato sconvolto dalla minaccia dello Stato Islamico in Iraq e Siria mentre la situazione in Afghanistan non è affatto migliorata. Anzi, si fa concreto in rischio di un ‘effetto contagio’ sino al Centrasia. Il timore che una volta lasciato sguarnito il fronte afghano anche Kabul possa cadere sotto i colpi dei talebani, della rete degli Haqqani e di altre milizie jihadiste, appare sempre più reale.

 

Tutto da rivedere il piano stimato per concludere l’addestramento e la formazione delle truppe afghane. Prospettiva per Obama, mantenere una forza stabile in Afghanistan oltre la fine del suo secondo mandato nel 2016. Scaricare il problema senza fare il bis del disastro iracheno. Intanto il nuovo presidente Ashraf Ghani, pare abbia concesso maggiore spazio agli attacchi aerei e alle incursioni congiunte di afgani e americani contro i talebani. L’Air Force prevede adesso di utilizzare caccia F-16, bombardieri B-1B, Predator e droni Reaper. Oltre che a dare ordini anche a noi italiani.

 

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Già, l’Italia ‘usa obbedir tacendo’ anche ai suoi cittadini. Pochi lo sanno ma da ‘Enduring Freedom’, stiamo per passare a ‘Resolute Support’. Gli USA continueranno a occuparsi della formazione delle truppe afgane nella parte meridionale e orientale del Paese, l’Italia opererà a est, la Germania a nord e la Turchia a Kabul. Insomma, la guerra americana in Afghanistan continuerà, con i fedelissimi al seguito. 500 italiani assieme a 800 tedeschi, ha ammesso la ministra Roberta Pinotti a Bruxelles. Col dubbio tecnico che 500 militari a Herat possano garantire/garantirsi le condizioni di sicurezza.

 

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