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domenica 15 Settembre 2019

L’Onu per la Siria
una zona cuscinetto

L’inviato dell’Onu in Siria e le pie intenzioni. Un lungo colloquio col presidente Assad. Staffan De Mistura ha proposto la creazione di ‘zone di cessate il fuoco’, dove la popolazione possa trovare un po’ di normalità. Poi concentrarsi sulla minaccia terrorismo, ridurre la violenza sui civili.

Non solo Ucraina o Isis tra i grandi del mondo a Pechino. La crisi siriana continua a essere tra gli argomenti all’ordine del giorno. Ne hanno parlato tra loro certamente i presidenti di Russia e USA, Vladimir Putin e Barack Obama. Ora con una novità puramente teorica. Una proposta dell’inviato Onu Staffan De Mistura, per la creazione di ‘zone di cessate il fuoco’. E l’agenzia di Stato siriana Sana stupisce affermando il presidente Assad sta valutando di prendere la proposta per permettere di ristabilire la sicurezza nella città di Aleppo, il che già di per sé sarebbe un risultato sorprendente.

 

assad E dE MIST

 

Resta il fatto che i tentativi di mediazione non fermano guerra e violenze. Domenica scorsa i ribelli siriani e gli alleati qaedisti avrebbero conquistato la città di Nawa, una posizione strategica nella provincia meridionale di Daraa, che confina con la Giordania, vicino le alture del Golan occupate da Israele. Durante gli scontri con le truppe governative almeno 25 persone sarebbero morte, tra cui numerosi civili. Altrettanti morti e un centinaio di feriti sarebbero stati causati, il giorno prima, dai raid aerei siriani in un’area sotto il controllo degli jihadisti dello Stato islamici, nord est della Siria.

 

La presa di Nawa giunge a pochi giorni dall’espulsione dei ribelli siriani moderati dalla città di Idlib ad opera delle frange islamiste del Fronte Nusra (al Qaeda), che invece in altri fronti combattono al fianco dell’Esercito siriano libero. Confusione totale e violenza feroce. Cinque scienziati, quattro siriani e uno iraniano, sono stati uccisi in un imboscata nel quartiere di Barzeh, a nord di Damasco, nei pressi del centro di ricerca dove lavoravano. Attacco non rivendicato, ma non è il primo caso di omicidio che prende di mira scienziati e ricercatori siriani. Accadde nel luglio 2013 sempre a Barzeh

 

carri siria sito

 

Nel maggio 2013, fu un raid israeliano a colpire un altro centro di ricerca militare siriano. L’Aiea, l’Agenzia ONU per l’energia atomica aveva dichiarato che la Siria disponeva allora di un ‘modesto quantitativo di materiale nucleare’ utilizzato in un reattore di ricerca realizzato da un’impresa cinese vicino a Damasco. Secondo la Nuclear Threat Initiative, la Siria non dispone però di armi nucleari Gli unici programmi nucleari sarebbero portati avanti esclusivamente presso il centro nucleare di ricerca Der Al-Hadjar e il Centro di ricerca e studi scientifici per fini civili (SSRC) di Damasco.

 

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