domenica 26 maggio 2019

In campi bosniaci l’addestramento agli islamici Ue

Ancora in Bosnia reclutamento e addestramento di nuovi jihadisti da inviare al fronte. Il quotidiano Glas Srpske, di Banja Luka, capitale della Serbo Bosnia, racconta di circa venti jihadisti ora sul fronte siriano addestrati in un campo wahabita di Cerska, vicino a Vlasenica, fra Bosnia e Serbia

Mentre il mondo discute sui 15, 16mila occidentali arruolati con lo Stato Islamico in Siria ed Iraq, dalla Bosnia arrivano nuove informazioni sul sistema di reclutamento utilizzato per trovare e formare nuovi volontari da inviare al fronte. Il quotidiano Glas Srpske, da fonti vicine ai Servizi di Sicurezza della parte serba della Bosnia, riferisce di circa venti jihadisti ora sul fronte siriano che sarebbero stati addestrati in un campo wahabita di Cerska, vicino alla città di Vlasenica, confine fra Bosnia e Serbia. Gli aspiranti jihadisti contavano sulla complicità di poliziotti convertiti alla causa islamista.

 Gli ex mujahidin che hanno combattuto in Bosnia durante la guerra del 1992-95
Gli ex mujahidin che hanno combattuto in Bosnia durante la guerra del 1992-95

Una rete locale vasta -scrive Luca Susic su ‘Analisi Sicurezza’- che potrebbe contare sull’appoggio di persone influenti in zona, oltre all’aiuto dai paesi arabi e da Vienna, vero centro direttivo dei movimenti wahabiti balcanici. La Bosnia, dopo lo scandalo di suoi cittadini divenuti combattenti del Califfato, ha approvato una legge che prevede sino a 10 anni di reclusione per i volontari impegnati in conflitti all’estero. La legge c’è, manca forse la volontà politica di applicarla. Tutto molto difficile per Sarajevo: secondo stime CIA, sarebbero più di 350 volontari bosniaci in Siria e Iraq.

Punto di riferimento organizzativo dei campi di addestramenti clandestini, Bilal Bosnic, attualmente in carcere, che con altri wahabiti aveva iniziato ad acquistare terreni e case nella zona di Bosanska Bojna, al confine tra la Bosnia e la Croazia, approfittando della volontà di molti Serbi residenti di vendere le proprietà per spostarsi altrove. Gli estremisti sono stati in grado di acquistare vasti terreni a cifre molto basse. Scarso interesse delle Autorità ad intervenire in un’area fortemente depressa e a forte presenza di realtà criminali che si impongono e intimoriscono la popolazione locale isolata e spaventata.

Mujahidin ceceni che hanno combattuto in Bosnia durante la guerra del 1992-95
Mujahidin ceceni che hanno combattuto in Bosnia durante la guerra del 1992-95

Recentemente sono emersi nuovi particolari circa l’impiego che lo Stato Islamico fa dei volontari provenienti dai Balcani. Secondo Vlado Azinovic, professore all’Università di Sarajevo, infatti, i combattenti ex-jugoslavi vengono frequentemente affiancati a quelli originari del Caucaso poiché entrambi i gruppi sono di lingua slava ma, non conoscendo l’arabo, riescono così a comprendersi. Due diverse generazioni impegnate nel Jihad. Gli ex mujahidin che hanno combattuto in Bosnia durante la guerra del 1992-95, e la generazione dei giovanissimi di oggi, indottrinabili e favorevoli alla violenza.

 

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