Gerusalemme sangue
sulla spianata
L’odio nazional-fideista

Israele chiude la Spianata delle Moschee -il tempio di culto tra i più sacri per tutto l’Islam- e lo fa a tempo indeterminato e come ritorsione politica. Abu Mazen tuona da Ramallah: “Equivale ad una dichiarazione di guerra”. La decisione israeliana segue il tentato omicidio del rabbino nazionalista Yehudà Glick da parte di un militante della Jihad islamica, poi ucciso nella notte. Chiusura solo nel 2000, solo dopo la visita-provocazione Sharon, e fu la drammatica ‘Seconda Intifada’. Per l’Autorità palestinese si risale a1 giugno 1967, all’indomani della cattura della città vecchia da parte di Israele.

 

Il rabbinio ferito Yehudà Glick

Il rabbinio ferito Yehudà Glick

 

 

I gruppi ultranazionalisi ebrei sostengono la chiusura: “È Hamas che controlla la Spianata”. Loro i moderati. L’attentato a Glick è avvenuto davanti al museo che ricorda il premier scomparso Begin, quando un uomo in moto gli si è avvicinato ed ha fatto fuoco. Lo “Shin Bet”, il controspionaggio israeliano avrebbe identificato Muatnaz Hijazi -alle spalle numerosi arresti- e le unità terrorismo l’ hanno raggiunto nella sua casa di Abu Tor, vicino al luogo dell’agguato. Hijazi nel conflitto è stato ucciso. Portavoce di Hamas e Jihad da Gaza alzano a loro volta i toni: “Glick merita di morire”.

 

Il rabbino nazionalista, di origine americana, è ricoverato in ospedale, ancora in condizioni critiche. Noto fra i nazionalisti israeliani per la battaglia a favore della ripresa delle preghiere ebraiche sulla Spianata, dove sorgeva l’antico Tempio di Salomone. Dopo la Guerra dei Sei Giorni del ’67 Israele e Giordania siglarono un’intesa sullo status del ‘Monte del Tempio’ che impedisce agli ebrei andarvi a pregare. “La decisione di chiudere la spianata è una sfida sfrontata e pericolosa che causerà più tensioni e instabilità”, denuncia l’Autorità palestinese che parla di provocazione politica voluta.

 

Il luogo dell'attentato al rabbino Glick

Il luogo dell’attentato al rabbino Glick

 

Incidenti a Gerusalemme est dopo l’uccisione del militante palestinese sospettato di aver attentato alla vita del rabbino. Yehuda Glick è stato ferito dopo un convegno in cui invocava l’apertura della Spianata alle preghiere degli ebrei. Le sue condizioni sono molto gravi. Minori attenzioni per il palestinese Hijazi che sarebbe morto dissanguato dopo essere stato lasciato a lungo sul terreno. Giovani che volevano prestargli soccorso sono stati dispersi dalla polizia. Hijazi è un militante della Jihad che risiedeva nel rione palestinese di Silwan, a ridosso della Città vecchia di Gerusalemme.

 

 

Spinte estremiste contrapposte con la politica nazionalista israeliana sempre più isolata a livello internazionale. Ed oggi la Svezia riconosce lo Stato di Palestina. Decisione ”coraggiosa e storica” per Abu Mazen che ha invitato altre Nazioni a seguirne l’esempio. Silenzio o riprovazione da Tel Aviv e Washington.”È un passo importante”, ha detto il ministro degli Esteri svedese, Margot Wallstrom: “Qualcuno dirà che è una decisione arrivata troppo presto, a me spiace sia arrivata così in ritardo”. L’Ue intanto condanna i 1000 insediamenti illegali a Gerusalemme est decisi da Israele.

Tags: Gerusalemme
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