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mercoledì 16 Ottobre 2019

Ucraina a Occidente
Poroshenko frena
e i nazionalisti
lo inseguono

L’Ucraina sceglie l’Europa, in un paese sull’orlo del fallimento e la trentina di seggi di Donbass e Crimea vuoti. Presidente pacificatore più debole, premier di guerra più forte, un mix di nazionalisti e frange naziste a complicare il dialogo con Russia. Ora altri 225 seggi uninominali a sorpresa

Sei partiti filo occidentali con oltre il 70% dei consensi, due di questi fortemente nazionalisti e con frange naziste, la scomparsa per la prima volta dal 1993 dei comunisti, i filorussi rappresentati solo dal Blocco di Opposizione, un presidente di pace -Poroschenko- più debole, e un premier di guerra – Arseni Iatseniuk- molto più forte delle attese. Fotografia non ufficiale delle elezioni parlamentari anticipate ucraine che sembrano complicare il dialogo con il presidente russo Vladimir Putin sul conflitto nell’est del Paese, secondo i dati simili di tre diversi exit poll, di cui uno internazionale.

 

Parliamentary elections in Ukraine

 

Letteralmente ‘evaporato’ il partito ‘Patria’ di Iulia Timoshenko, ex icona della rivoluzione arancione e ‘detenuta politica’ sotto il presidente Ianukovich: è appena sopra la soglia di sbarramento del 5% . Sicuramente fuori dalla Rada -il Parlamento- Pravi Sektor (2,4%), il partito ultranazionalista di estrema destra con connotazioni naziste, motore militare del Maidan. Sorpresa ‘Samopovich’, ciòè ‘Aiuto Auto’, il giovane partito del sindaco di Leopoli Andrii Sadovii pieno di attivisti e combattenti, proiettato al terzo posto col 12,5% e il 14,2%, flop dell’ultranazionalista Oleg Liashko, fermo al 6%

 

Va detto che gli exit poll si riferiscono solo alle liste del sistema proporzionale con cui si assegnano 225 seggi. Numeri indicativi e di caratura ‘politica’. Ma per conoscere i futuri rapporti di forza si dovrà attendere lo spoglio dei 225 seggi uninominali, più permeabili a pressioni, corruzione e giochi di interesse oligarchici. Al momento spicca l’indebolimento del presidente Poroshenko che rischia di ripercuotersi sul dialogo con Putin per consolidare il processo di pace nelle regioni orientali, dove oggi non si è votato nelle zone presidiate dai ribelli e in quelle controllate da Kiev intorno al 25%.

 

Indicativo che a rafforzarsi sia stato il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk, uno dei più feroci critici di Putin, catapultato alle spalle del blocco del presidente con oltre il 21%: riconferma alla guida del prossimo governo quasi inevitabile, col rischio di un duello a distanza tra presidente e primo ministro, come ai tempi di Iushenko e Timoshenko, i due della rivoluzione arancione finiti ai ferri corti. Samopovich si presenta invece come forza nazionalista moderata e potrà reclamare una presenza nel governo, a differenza del partito radicale di Svoboda, e quello e della Timoshenko.

 

Parliamentary elections in Ukraine

 

I filorussi sotto rappresentati solo dal Blocco di Opposizione, tra il 6,6%-7,8%, guidato da un ex ministro dell’ex presidente Ianukovich, il controverso Iuri Boiko,sponsorizzato da due oligarchi: Akhmetov, l’uomo più ricco del Paese, e Firtash. Fuori, per la prima volta dopo 20 anni, anche i comunisti visti come gli eredi dell’odiata Urss. La strada della pace a est è in salita, in un Paese sull’orlo del baratro economico e con elezioni monche: non si è votato nella Crimea tornata alla Russia e nel Donbass dei ribelli, con una trentina di seggi vuoti, a segnare una ferita aperta.

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