Privacy Policy Brasile e Uruguay partita elettorale sull'ala sinistra -
giovedì 5 Dicembre 2019

Brasile e Uruguay
partita elettorale
sull’ala sinistra

I brasiliani tornano alle urne per il secondo turno delle elezioni presidenziali. I sondaggi danno ancora in testa la presidente uscente Dilma Rousseff ma il leader centrista Neves potrebbe vincere grazie all’alleanza con i socialisti. A Montevideo alle urne per il successore di ‘Pepe’ Mujica

Due Paesi del Sudamerica alle elezioni presidenziali. In Brasile risultato definitivo del turno di ballottaggio, nel vicino Uruguay probabile primo tempo perché nessuno dei candidati sembra potere aspirare alla maggioranza assoluta fin dal primo turno. Situazioni diverse in Paesi completamente diversi. Il ‘continente’ Brasile con 143 milioni di elettori e 200 milioni di abitanti, tra le prime dieci economie mondiali anche se con problemi all’orizzonte. L’altro, 3,2 milioni di abitanti ed economia che stenta a decollare, pura se cresciuta molto col governo Mujica. Ma ecco cosa unisce i due Paesi.

 

la presidente del Brasile Dilma Rousseff
la presidente del Brasile Dilma Rousseff

 

Sia Brasile sia Uruguay escono da due governi di sinistra, con Dilma Rousseff a Brasilia e con Josè Mujica a Montevideo. Lontani i tempi in cui il continente latino americano era il “giardino di Washington“, quando la Cia decideva chi saliva al potere e quando il risultato non era quello sperato istigava colpi di Stato. Ma sia in Brasile sia in Uruguay non risulta scontata la conferma delle ex maggioranze. Problemi a sinistra. Dopo l’ex operaio Lula, la delfina Dilma ha governato il Brasile in ‘bianco e nero’. Incertezza anche in Uruguay nonostante ‘Pepe’ Mujica, ‘il presidente degli ultimi’.

 

Il caso brasiliano. Dopo Lula, l’ex operaio che ha lasciato nel 2010 col Pil a + 8%, allo zero virgola, nonostante i campionati mondiali di calcio e i molti lavori realizzati. E la situazione sociale, che con Lula si era caratterizzata per una forma di riappacificazione nazionale che nell’ultimo periodo si è di nuovo afflosciata e i narcos -esempio- hanno ripreso a infestare le favelas metropolitane di Rio de Janeiro e San Paolo che la polizia ha dovuto di nuovo militarizzare, oltre agli indiani di Amazzonia che continuano a vedersi negare i diritti alle loro terre. Vecchi conti da saldare tra popoli e storia.

 

Sul mancato ambientalismo di Dilma ha calcato molto la mano Marina Silva, che sperava di andare al ballottaggio, ma la verde Marina, ora socialista, ha dato il suo appoggio al liberista Aecio Neves, nipote del primo presidente eletto alla fine della dittatura nel 1985 e morto il giorno prima del suo giuramento per una operazione ‘mal eseguita’ in ospedale. Neves uomo della finanze e delle banche, benvoluto negli Stati Uniti, malvisto dai governi progressisti del Sudamerica. Aecio accusa Dilma di avere taciuto i legami con lo scandalo che ha travolto esponenti del Partido dos Trabalhadores.

 

 'Pepe' Mujica, Uruguay, 'il presidente degli ultimi'
‘Pepe’ Mujica, Uruguay, ‘il presidente degli ultimi’

 

Sondaggi incerti e la sinistra trema. Come trema quella uruguaiana, nonostante ‘Pepe’ Mujica sia stato ‘il presidente degli ultimi’ e abbia cercato di dare un salario decente a chi non l’aveva. Il suo Frente Amplio, viene accreditato del 43% e quindi Tabaré Vazquez, successore in pectore di Mujica sarebbe costretto al ballottaggio con Luis Lacalle Pou, del Partido Nacional di centrodestra, detto “il bianco”, accreditato del 32%. Terzo incomodo il Partido Colorado, ‘rosso,’ col 16% decisivo al ballottaggio. A Montevideo come in Brasile la sinistra trema, ma ha un mese per aggiustare il tiro.

Potrebbe piacerti anche