lunedì 27 maggio 2019

Non è Guerra fredda
ma gelo in Europa
e rigido inverno
avverte Putin

Il gas c’è, se si paga. Il capitalismo detta le regole nell’ex mondo comunista. E valgono anche per l’Ucraina. L’Europa non cerchi scorciatoie: o Kiev paga i debiti o niente gas. Bruxelles immagina una rinuncia totale al gas russo e Putin se la ride. Femen in piazza Duomo insanguinate di barbera

Confusione totale, e non soltanto giornalistica, per una volta. Russia e Ucraina tornano a sedersi al tavolo per discutere la crisi nella regione. Poroshenko al termine del vertice ha detto che «sono stati raggiunti 3 accordi principali»: seguire fermamente il memorandum di Minsk, tenere elezioni nella regione di Donetsk sulla base della legge ucraina ed i parametri principali del contratto sul gas. Il presidente russo ha parlato di incontro «buono, positivo». Poi la doccia fredda del Cremlino: «I colloqui sono senza dubbio difficili, pieni di incomprensioni e disaccordi». Cosa è accaduto a Milano?

 

PutMi tavola rotonda sito 600

 

Venti capi di Stato Euro-asiatici con 20 posizioni politiche e venti ipotesi diverse di disaccordo sul punto chiave della rissa ereditata da oltre Atlantico. Ucraina: il premier Renzi si è detto «ottimista» sulla trattativa anche se «ci sarà bisogno di tempo», per il cancelliere tedesco Angela Merkel, non c’è stata «alcuna apertura». Il presidente della Commissione Ue, José Barroso, ha ribadito che è «necessario arrivare a una soluzione pacifica del conflitto» scoprendo che l’acqua carda brucia. A sentire il presidente Hermann Van Rompuy, Putin avrebbe detto che non vuole un’altra Transnistria.

 

Sulla questione Ucraina. Renzi prova a vendere ottimismo pensando forse a 1000 giorni d’Ucraina, ma là si ammazzano e in quel tempo sarebbe un macello. Nel resoconto Ansa, si parla anche di droni, un po’ più grossi di quello volato sul campo di calcio tra Serbia e Albania: vigileranno le frontiere tra Ucraina e Russia. Ma o problemi di transito riguardano ora più il volatile gas delle armi. Renzi, una volta tanto concreto, ricorda ai colleghi più ‘atlantici’ che si deve coinvolgere la Russia nelle grandi questioni internazionali. Tipo Ebola, Isis, Siria, Iraq, Libia e tutte le crisi nel mondo.

 

Anche Putin celebra il rito degli applausi, definendo l’incontro di Milamo ‘buono, positivo’, salvo che il gas se lo vuoi lo paghi, ripete a Kiev.Il Cremlino nella notte aveva ha reso noto che tra Putin e Merkel restavano ‘Serie divergenze sulla genesi del conflitto interno ucraino, nonché sulle cause principali di quello che succede ora’. Chi ha iniziato e chi ha giocato più sporco. Merkel sempre più vicina alle posizioni ultras di Washington. E la stretta di mano tra il numero uno di Mosca e l’ucraino Poroshenko non risolve le tensioni e le ‘divergenze’ emerse già ieri sera dopo l’incontro tra i due.

 

PutMi stretto 800

 

La stesa cancelliera tedesca ha ammesso di ‘non aver potuto purtroppo identificare alcuna apertura’ da parte della Russia. Ma -promette- ‘Parleremo ancora’. Intanto l’asse ‘della fermezza’ di cui fanno parte Germania e Gran Bretagna è rinsaldato dalle parole del premier britannico Cameron, che ha esortato la Russia a togliere armi pesanti e truppe dall’Ucraina, pena ‘sanzioni e pressioni’. Replica del portavoce di Putin: “alcuni partecipanti all’incontro hanno mostrato totale mancanza di volontà di comprendere come stanno davvero le cose nel Sud-Est dell’Ucraina in preda alla guerra civile”.

 

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