martedì 20 Agosto 2019

Libia abbandonata
pronta per il Califfo

Libia prossimo obiettivo dello stato islamico. A Tripoli Onu e Ue celebrano il rito dei negoziati tra fazioni ma tutt’attorno si continua a combattere e a Bengasi le milizie islamiste alleate del Califfato hanno di fatto il controllo della città. Tripolitania, Cirenaica, Kabile, bande, e la jihad

Un Paese ‘sull’orlo della catastrofe’ denunciano i diplomatici che potendo fare ben poco, sembrano tanti corvi, o peggio. La settimana scorsa l’alto rappresentante per gli affari esteri e sicurezza dell’Ee era a Tripoli dove, col segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha partecipato all’avvio del secondo tentativo di dialogo politico tra le varie fazioni del Paese. Risultati ignoti. Ma l’allarme è ben altro, come denunciato a Bruxelles. Il rischio è che potrebbe essere proprio questo Paese il prossimo obiettivo delle milizie dello Stato Islamico. Ed è allarme politico e di ‘buone intenzioni’.

 

Libia Onu Ban Ki

 

Sul terreno è invece l’anarchia. Scontri che in diverse aree del Paese tra quanto resta dell’esercito libico e gruppi armati autonomi e milizie islamiste. Si combatte soprattutto a sud-ovest di Tripoli. Il 10 ottobre, il ponte Atal tra Jebel Nafusa a Aziziya è stato colpito con un’autobomba piazzata dai miliziani della coalizione islamista Alba Libica per ostacolare l’avanzata delle forze di Zintan. L’11 le milizie di Zintan hanno risposto all’attacco conquistando il villaggio di Kikla nel Jebel Nafusa. Il 13 i combattimenti hanno coinvolto la città di Ghariyan. Il bilancio, almeno 23 morti e 50 feriti.

 

La tensione resta altissima anche a Bengasi. Dall’inizio del Ramadan a luglio, gli scontri tra le forze filogovernative e i rivoluzionari del Consiglio Rivoluzionario della Shura di Bengasi per il controllo dell’aeroporto di Benina non si sono fermati. Mohamed Al-Hejazi, portavoce della campagna del generale Khalifa Haftar, “Operazione Dignità” con targa Cia, ha confermato un elevato numero di vittime da entrambe le parti pur non fornendo dati ufficiali. Almeno una ventina i morti negli ultimi giorni, e tra questi  un comandante del Consiglio Rivoluzionario della Shura, Salim Nabbous.

 

Libia Onu jihadisti sito

 

La battaglia per la presa di Bengasi sembra risolversi a favore degli islamisti. Mohammed Al-Zahawi, comandante di Ansar Al Sharia a Bengasi, ha dichiarato che il Consiglio della Shura è pronto a impossessarsi dell’intera città. La Jihad conquista, la popolazione civile fugge. L’Agenzia Onu per i rifugiati valuta in almeno 100mila i dispersi e i rifugiati nelle ultime tre settimane di scontri, mentre il numero complessivo di profughi è ormai vicino alle 290mila persone. Ora il segretario di Stato americano Kerry, da Parigi, si dice preoccupato. Quasi in memoria di Gheddafi.

 

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