• 19 Febbraio 2020

Lo Stato di Palestina
c’è per l’Inghilterra
Washington più sola

È stato un voto simbolico ma storico. La Camera dei Comuni britannica ha approvato una mozione che chiede il riconoscimento della Palestina come Stato con 274 voti in favore e 12 contrari. Nel documento si chiede al governo di «riconoscere lo Stato palestinese insieme a quello di Israele» come parte di un «contributo per assicurare una soluzione negoziata dei due Stati». E anche se l’esecutivo non è vincolato in alcun modo ci potrebbero essere conseguenze a livello internazionale. Israele ovviamente condanna il voto e si ripetere: «Questo mina le chance di raggiungere la pace».

 

Londra palestina sito

 

Nei giorni scorsi era stato il governo svedese, con un atto maggior peso rispetto al voto dei Comuni, ad annunciare l’imminente riconoscimento della Palestina. Il sottosegretario britannico per il Medio Oriente, Tobias Ellwood, ha dichiarato che uno Stato palestinese potrebbe essere riconosciuto solo al momento opportuno. Base del documento la mozione laburista addolcita nella soluzione dei ‘due Stati per risolvere il conflitto israeliano-palestinese’. Ma la politica britannica s’è agitata. Cameron e i suoi ministri hanno scelto l’astensione. Downing Street si para dietro due Stati. Ma uno manca.

 

Cameron Neta

 

Londra, un passettino più avanti dei cugini d’oltre oceano, racconta di «un contributo per assicurare una soluzione negoziata» del conflitto in Medio Oriente. Questo a scongiurare le proteste di Israele che già aveva criticato la Svezia, primo Paese occidentale dell’Ue a muoversi in modo unilaterale riconoscendo la Palestina. Decisamente più coraggiosi gli oltre 300 israeliani che hanno inviato una lettera ai parlamentari invitandoli a votare il riconoscimento dello Stato di Palestina. «L’esistenza e la sicurezza di Israele dipenda dall’esistenza e dalla sicurezza di uno stato palestinese». Coraggiosi.

 

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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