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mercoledì 16 Ottobre 2019

Kobane allo stremo
La resa inevitabile
voluta da troppi

I jihadisti sono riusciti a impadronirsi del quartier generale delle forze curde dell’Ypg a Kobane. L’Isis ha il controllo del 40% della città. Il segretario generale Nato, ‘niente no-fly zone’ chiesta dalla Turchia che vuol togliere l’aviazione a Damasco. Mosca ricorda a tutti i vincoli Onu

Il dramma a Kobane e attorno la commedia, I combattenti dell’IS stanno riuscendo a neutralizzare la resistenza delle milizie curde. Gli attacchi aerei della coalizione si sono rivelati tardivi e insufficienti, mentre i 10mila uomini dell’esercito turco al di là del confine osservano, senza colpo ferire, gli uomini del Califfato fare strage dei curdi rimasti a difendere il centro della città. Kobane è stata abbandonata a se stessa. Per il Pentagono la sua capitolazione non sarebbe è un dramma. La difesa di Kobane non era un banco di prova per la capacità di arginare il potere dei jihadisti sunniti?

 

Kobane sotto i colpi di artiglieria Isis
Kobane sotto i colpi di artiglieria Isis

 

La coalizione internazionale non doveva sconfiggere sul campo il Califfato? E quale se non questo, l’obiettivo della Turchia? Non è che il presidente Erdogan gioca sporco e piglia per i fondelli il mondo? Per lui è più nemico Isis o lo sono i curdi? Detto latino, “il nemico del mio nemico è mio amico”, e le truppe del Califfo che ammazzano a Kobane in bel po’ di combattenti curdi forse ad Ankara non dispiacciono. Per la Turchia, l’interesse strategico primario non è la sconfitta di Isis ma la resa del regime di Bashar al Assad per mantenere lo status quo sulla questione del Kurdistan.

 

Intanto gli scontri in Siria continuano anche a ovest di Kobane, ma tra fronti diversi: miliziani anti-regime appoggiati da qaedisti locali e stranieri, contro forze lealiste siriane sostenute da jihadisti sciiti iracheni e libanesi e da Pasdaran iraniani. Frammenti di islam in campo. Incursioni dell’aviazione siriana attorno a Damasco. Un ordigno ha centrato la folla in un mercato ad Arbin. I morti accertati sono 22 e i feriti oltre cento. Le vittime a Kobane sarebbero ora 500. I profughi della regione di Kobane sono 300.000. Circa 200.000 sono fuggiti in Turchia, gli altri nelle vicine aree siriane.

 

Capo di rifugiati siriani gestito dalla Turchia
Capo di rifugiati siriani gestito dalla Turchia

 

Ma un’altra emergenza si sta consumando nell’ombra è quella umanitaria. Tagli dal Programma Alimentare Mondiale sulla distribuzione di cibo agli sfollati siriani. Mancano soldi. Da ottobre, ai 4 milioni di sfollati interni vengono garantite solo 1.500 calorie al giorno,il 60% per cento della razione alimentare consigliata per le emergenze. E nuovi tagli potrebbe esserci con l’arrivo dell’inverno che peggiorerà la situazione. La Turchia, criticata per l’immobilismo di questi giorni, sta però facendo fronte all’emergenza umanitaria totalmente delegata anche economicamente a loro.

 

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