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venerdì 22 Novembre 2019

La Turchia nel caos
e gli jihadisti di casa
sparano sui curdi

Almeno 18 i morti nei vari episodi di violenza scoppiati da ieri in Turchia. In sei province del sud est a maggioranza curda, epicentro degli scontri, è in vigore il coprifuoco. L’accusa ad Ankara il non intervento via terra a salvare Kobane per non favorire né i curdi né il nemico giurato Assad

18 morti per le strade delle città turche, e pare che questa volta a sparare con troppa facilità non siano state le forze di sicurezza. Jihadisti di casa ad anticièpare qualche conbtro che gli altri di Isis stanno presentando ai curdi assediati a Kobane. In Turchia oggi doveva essere la giornata di mobilitazione «per Kobane», ed è diventata la rivolta di popolo contro l’opportunismo cinico del presidente Erdogan che non muove le sue truppe per ottenere un vantaggio politoco cobtro due nemici in un colpo: i curdi anche se di Siria e le forse governative siriane di Assad divenuto nemico.

 

scontri di piazza ad Ankara
scontri di piazza ad Ankara

 

Troppa rabbia e tensione interna in Turchia dove premono e collidono tra loro troppi nazionalismi estremisti. La protesta doveva riguardare l’assedio degli jihadisti contro cui si battono pochi curdi male armati sostenuti solo dagli attacchi aerei della Coalizione Usa. E’ stata invece rivolta di piazza contro Ankara. Almeno 18 morti in vari scontri scoppiati da ieri in Turchia. Le ultime quattro persone sono state uccise nelle province orientali di Mardin e Van. Nei giorni scorsi sono stati dieci gli uccisi a Diyarbakir, tre a Mardin, due a Siirt, uno a Van e un altro nella provincia di Batman.

 

Gli scontri sono scoppiati martedì durante le manifestazioni organizzate in tutto il paese dal principale partito curdo, il Partito democratico del popolo (Hdp), per protestare contro il mancato intervento militare della Turchia a Kobane. Secondo la stampa nazionale, esponenti del Pkk, il partito dei lavoratori curdo che da decenni si batte per l’indipendenza da Ankara) hanno cominciato a sparare contro la polizia, che ha risposto al fuoco. Altri scontri sono scoppiati fra curdi e sostenitori di movimenti islamisti, l’Huda-Par, simpatizzanti dell’Isis. Solo Istanbul la polizia ha arrestato 98 persone.

 

La fuga degli ultimi civili da Kobane
La fuga degli ultimi civili da Kobane

 

Il governo turco è sotto accusa da più parti per avere sostenuto, o almeno favorito, negli ultimi anni le milizie islamiche in Siria – jihadisti compresi – all’interno del fronte anti-Assad, dopo la rottura di Erdogan con il governo un tempo alleato di Damasco. Il tutto mentre non si fermano ancora le polemiche per lo scambio che la Turchia avrebbe fatto con l’Isis di 180 jihadisti, fra cui due britannici, in cambio di 46 diplomatici turchi e tre iracheni, rapiti a Mussul da Isis. Ankara viene accusata da molti di aver favorito Isis in funzione anti curda e di aver lasciato passare i miliziani dai suoi confini.

 

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