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venerdì 20 Settembre 2019

Al povero Joe Biden
è scappata la verità
e nella diplomazia
è stato il panico

Se la situazione in Siria e Iraq (o ex tali) non fosse così tragica, si potrebbe dipingerla come una commedia in cui ognuno sa di dire il falso ma non può pubblicamente ammetterlo. Mi spiego. Nei giorni scorsi il Vice-presidente americano Joe Biden – peraltro assai noto per le sue gaffes – ha affermato, in […]

Se la situazione in Siria e Iraq (o ex tali) non fosse così tragica, si potrebbe dipingerla come una commedia in cui ognuno sa di dire il falso ma non può pubblicamente ammetterlo. Mi spiego.

Nei giorni scorsi il Vice-presidente americano Joe Biden – peraltro assai noto per le sue gaffes – ha affermato, in un discorso all’università di Harvard, che Turchia, Emirati Arabi e altri alleati degli Stati Uniti hanno “involontariamente” aiutato la crescita dell’ISIS e di altre formazioni islamiste con il proposito di abbattere Bashar Assad.

Hanno fornito, secondo Biden, milioni di dollari e migliaia di tonnellate di armi a chiunque fosse disposto a combattere il regime siriano, “senza avvedersi” che soldi e armi finivano nelle mani di al-Nusra e al-Qaeda, favorendo pure l’afflusso di estremisti provenienti da ogni parte del mondo.

Non è tutto. Biden ha poi riferito che il premier turco Recep Erdogan, nel corso di una conversazione privata, gli ha dato ragione ammettendo di aver lasciato passare il confine turco a troppi combattenti islamisti (inclusi quelli che venivano da Paesi occidentali), e promettendo che ora sta facendo il possibile per “sigillare” le frontiere.

Scena un po’ surreale, senza dubbio. Soprattutto l’accenno alla involontarietà di Turchia, Emirati e altri nell’aiutare il potenziamento degli islamisti, essendo sempre stato l’abbattimento del regime baathista siriano l’obiettivo primario dei Paesi anzidetti, letteralmente ad ogni costo. Quindi il Vice-presidente USA si è in fondo limitato a dire delle ovvietà.

 

Si sa pure, però, che Erdogan è un tipo assai collerico e vendicativo. Tempo fa si vantò di non rispondere al telefono quando Barack Obama lo chiamava. Ora si è subito infuriato con Biden (il quale sostiene di essere un vecchio amico del premier turco) e ha preteso scuse immediate e complete. Altrimenti di Biden non avrebbe più voluto sentir parlare.

Detto fatto. Le scuse americane sono giunte in men che non si dica. Il Vice-presidente sostiene di essere stato interpretato male dai media, anche se ovviamente c’è la registrazione del suo discorso. Durante una lunga conversazione telefonica Erdogan e Biden sono ridiventati amici per la pelle, e il numero 2 dell’amministrazione USA ha molto apprezzato gli sforzi dei turchi e degli alleati arabi per combattere le formazioni fondamentaliste.

Nel frattempo si erano mossi anche gli Emirati pretendendo un chiarimento immediato e, pure qui, stessa solfa. Scuse e chiarimenti americani giunti a stretto giro di posta.

 

Come dicevo all’inizio, da un lato queste sceneggiate fanno sorridere: Biden ha solo detto la verità nel discorso di Harvard. Dall’altro fanno sudar freddo perché lasciano capire la debolezza estrema dell’America (e dell’intero Occidente) in un momento come questo, quando le teste degli ostaggi continuano a rotolare e i curdi sono sempre più in difficoltà di fronte ai miliziani del Califfato che paiono inarrestabili.

Certo bisogna ammettere che gli Stati Uniti devono tenersi buoni gli alleati “ufficiali” in Medio Oriente, anche se non si sa fino a qual punto affidabili. La Turchia laica di Ataturk è morta e sepolta. Negli Emirati la prima donna pilota della loro storia è andata a bombardare gli islamisti ma, com’era prevedibile, famiglia e clan l’hanno subito ripudiata.

Non si sa come USA e Occidente ne verranno fuori (ammesso che ci riescano). Tuttavia, come si suol dire, “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. E la causa, neppure troppo lontana, non è ignota. Risale all’appoggio indiscriminato fornito ai guerriglieri afghani in ottica antisovietica.

 

Il presidente turco Erdogan e il vice presidente Usa Biden
Il presidente turco Erdogan e il vice presidente Usa Biden

 

 

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