lunedì 19 Agosto 2019

Ora Ebola è in Europa
I contagi in Spagna
la paura ovunque

Allerta a Madrid. Sono quattro le persone ricoverate all’ospedale madrileno Carlo III-La Paz per ebola: oltre all’infermiera ausiliaria di 44 anni, ricoverata ieri mattina con una diagnosi conclamata, ci sono altre 3 persone sotto osservazione. Sotto accusa dell’Unione Europea la sanità spagnola

A Madrid lo definiscono soltanto ‘allerta sanitario’ per non diffondere panico. Quattro le persone ricoverate all’ospedale madrileno Carlo III per ebola o sospetto tale. Oltre all’infermiera ausiliaria di 44 anni ricoverata ieri mattina con una diagnosi conclamata, ci sono altre 3 persone in osservazione. Uno è il marito dell’infermiera, che non presenta per il momento i sintomi del virus. Il secondo caso è una infermiera che faceva parte del gruppo di sanitari che ha assistito i due missionari deceduti. Il quarto è un turista di origini nigeriane, passeggero giunto con un volo dall’Africa occidentale.

 

La tenuta medico infermieristica corretta non usata in Spagna
La tenuta medico infermieristica corretta non usata in Spagna

 

Le condizioni dell’infermiera di 44 anni, prima contagiata di Ebola in Europa, al momento sono stazionarie e la donna viene trattata con lo stesso siero usato per la suora Paciencia Melgar, la religiosa che ha superato la malattia dopo avere assistito in Liberia il missionario Miguel Pajares, e che è giunta in Spagna lo scorso 25 settembre. Preoccupazione nell’Ue con richieste di chiarimenti al governo spagnolo per individuare la falla nel suo sistema sanitario, condiviso nell’Ue, che ha permesso il contagio di Ebola di una infermiera in un ospedale di Madrid al di fuori dell’Africa.

 

Ebola piega piega di fatto il sistema di sicurezza sanitaria messo in campo dalla Spagna. Che cosa non ha funzionato? La donna contagiata faceva parte della squadra che ha curato il missionario Manuel Garcia Viejo, morto il 25 settembre dopo aver contratto la malattia in Sierra Leone. La donna, riporta El Pais, quando cui entrò in contatto con i pazienti contagiati non indossava gli indumenti previsti dal livello 4 di sicurezza, ma bensì quelli corrispondenti al livello 2: non aveva la possibilità di respirare da un sistema autonomo e i guanti erano in latex e legati da nastro adesivo.

 

La donna, sposata e senza figli, dal 26 settembre -data della morte di Garcia Viejo- era andata in vacanza, conducendo una vita normale. Ma dal 30 settembre i primi sintomi come febbre e distonia, che ne avrebbero consigliato l’immediata applicazione del protocollo di isolamento. “Esiste la possibilità che qualcuna delle persone entrate in contatto con lei si siano infettate”, ha riconosciuto il coordinatore del Centro di Allerta ed emergenze del ministero della Sanità, Fernando Simon. Secondo il responsabile sanitario, “esiste la possibilità di contagio”, che “è bassa, ma esiste”.

 

Il virus di Ebola come compare al microscopio nel sangue di una persona ifettatat
Il virus di Ebola come compare al microscopio nel sangue di una persona ifettatat

 

Il ministro della sanità italiano Beatrice Lorenzin ha chiesto un aumento fondi da destinare agli uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera del Ministero della salute per aumentare i controlli a porti e aeroporti”. Cecondo la Lorenzin, “non abbiamo bisogno di allarmismi ma di misure di sicurezza e informazione”. Il tema della salute, ha sottolineato “è un tema globale”. “Sars, Mers, resistenza agli antibiotici, poliomielite in Siria, meningite dall’est Europa” sono esempi di come il rischio viaggi, oggi “a livello globale”. Per questo, sorveglianza epidemiologica allo stesso livello.

 

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