Privacy Policy Caos Hong Kong, filocinesi e Triadi contro gli studenti -
sabato 18 Gennaio 2020

Caos Hong Kong,
filocinesi e Triadi
contro gli studenti

Al sesto giorno di occupazione delle strade del centro, i posti di blocco dei ragazzi sono stati presi d’assalto da centinaia di militanti filo-cinesi. Secondo alcuni sarebbero state mobilitate anche le Triadi mafiose di Kowloon, per intimidire il movimento giovanile di disobbedienza civile

Violenza e sospetti sul sogno di migliaia di giovani a Hong Kong. Al sesto giorno di occupazione delle strade del centro, i posti di blocco dei ragazzi sono stati presi d’assalto da centinaia di militanti filo-cinesi. Ci sono stati scontri e 19 feriti, tra cui sei poliziotti. Diciotto le persone arrestate, e otto di queste risultano legate alle triadi. Ecco quindi confermato il sospetto che il governo ha mobilitato anche le triadi mafiose di Kowloon, il distretto malfamato di fronte all’isola di Hong Kong, per intimidire il movimento di disobbedienza civile. Lo descrive bene Guido Santevecchi sul Corsera.

 

HK BOTTE SITO

 

La Federazione degli studenti ha annunciato la sospensione dei colloqui col governo, e la situazione rischia ora di degenerare. Sei giorni di paralisi per una città sovraffollata e caotica che vive di affari, negozi, e turismo, sono tanti. È certo che una parte della popolazione è esasperata, vuole tornare a lavorare normalmente e non ha nessuna simpatia per le richieste di democrazia. Ieri mattina in una zona ad altissima densità di negozi, primi segni preoccupanti di insofferenza. Un gruppo di studenti è stato circondato da residenti arrabbiati. Grida di «Andate a lavorare, mascalzoni, così ci rovinate».

 

Ma nel pomeriggio a Kowloon -racconta Santevecchi- s no comparse bande ben organizzate di «residenti anti-occupazione». Si sono lanciati contro gli accampamenti di Occupy Central e hanno cominciato a picchiare. La polizia è stata accusata di non aver protetto i ragazzi dall’aggressione. Dai gruppi che davano all’assalto sono partite urla in mandarino, la lingua di Pechino. Ad Hong Kong si parla il cantonese. «Cittadini amanti dell’ordine costituito» molto ben comandati, narrano i testimoni, con tecniche di lotta clandestina che pare mutuata delle lotte nella ex colonia britannica.

 

Proteste Hong Kong

 

Di fronte al rischio di violenze in alcune zone, raggruppamenti sono nella zona centrale, davanti ai palazzi governativi assediati. Intanto ieri è arrivato l’ultimatum del governatore via televisione. «Le strade di Hong Kong occupate dai manifestanti devono essere sgomberate entro lunedì», è l’ordine. Da parte di Leung Chun-ying, anche un minimo di apertura: «Ci sono molti problemi da risolvere nella società, ma il modo giusto è attraverso comunicazioni razionali per cercare terreno comune trattenendo le differenze -ha sostenuto il governatore- Combattendo nelle strade, peggiora le cose».

 

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