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domenica 22 Settembre 2019

Il mostro Boko Haram
non era affatto morto
e si allea col Califfo

Dato per morto per l’ennesima volta, Abubakar Shekau, il leader del sanguinario gruppo terroristico nigeriano torna a parlare in un video. La prossima mossa, un’alleanza ufficiale con il capo di ISIS Al Baghdadi. Intanto arrivano nuove armi inviate da AQIM, Al Qaeda nel Maghreb Islamico

Il 2 ottobre Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, che già il mondo aveva dato per morto senza cordoglio, è apparso in un nuovo video. In un messaggio in cui compare attorniato dai fedelissimi, con pick-up e lanciarazzi sullo sfondo, il capo del gruppo terroristico nigeriano ha annunciato al mondo che non è morto. Il 24 settembre l’esercito nigeriano ne aveva annunciato l’uccisione a seguito dei combattimenti a Konduga, nel nord est del Paese. Una notizia che non era stata confermata da fonti indipendenti ma che, nonostante ciò, aveva comunque fatto il giro del mondo.

 

Miliziani  jihadisti Boko Haram in Nigeria
Miliziani jihadisti Boko Haram in Nigeria

 

Secondo il portavoce dell’esercito, il generale Chris Olukolade, erano state le testimonianze di diversi membri della comunità locale di Konduga a convincere le forze armate che la persona uccisa era proprio Abubakar Shekau (conosciuto in Nigeria con altri tre nomi, Bashir Mohammed, Abacha Abdullahi Geidam e Damasack). Il video diffuso il 2 ottobre, sulla cui autenticità mancano ancora delle prove certe, sembra però smentire questa versione. Dato per morto già almeno un paio di volte nel 2009 e nel 2013, Shekau continua dunque a rappresentare il nemico pubblico per la Nigeria.

 

Un vero e proprio professionista della ‘resurrezione’, Shekau, a farsi simbolo del terrorismo di matrice islamica ‘immortale’ in Africa. E Boko Haram vine riconosciuto come uno dei gruppi più spietati che aspirano a istituire un Califfato Islamico in Africa imponendo il rispetto della Sharia come era già accaduto ai tempi del Califfato di Sokoto. Ed è questo l’obiettivo che lega Shekau alla missione di Abu Bakr al Baghdadi, leader dello Stato Islamico. Del resto Shekau era stato il primo capo islamista a congratularsi col Califfo per la presa di Mosul, fatta capitale dello Stato Islamico.

 

Il vessillo jihadista sopra le ragazze cristiane  rapite e ancora oggi prigioniere
Il vessillo jihadista sopra le ragazze cristiane rapite e ancora oggi prigioniere

 

Per molti osservatori, quelle congratulazioni furono a tutti gli effetti un primo segnale di affiliazione di Boko Haram a ISIS. Scomparso da tempo dalla circolazione se non per apparire di persona in sporadici video di propaganda, Shekau è un personaggio di cui si sa fondamentalmente ben poco. Salvo i risultati della sua violenza mostruosa. Oltre 10mila morti e 700mila sfollati e il rapimento di oltre 200 studentesse cristiane. Grazie all’arrivo di armi inviate da AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico), il gruppo terroristico è ormai una forza transnazionale, che minaccia i vicini Camerun e Ciad.

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