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sabato 18 Gennaio 2020

Veleni multinazionali
su ambiente e cultura
inquinano il mondo

‘Sul clima decidono le multinazionali, come sui libri di scuola Usa’, scrive Massimo Lauria su sito amico ‘PopOff’. Ci avverte che le lobby del petrolio e del carbone sono molto potenti. Si è visto al summit di New York. Influenzano i governi e cambiano i testi delle scuole per cambiate le teste

La guerra persa per l’ambiente

I temi ambientali non vengano percepiti come prioritari. Altre emergenze incombono e la trascuratezza sul clima  è una grave realtà di cui  racconta Massimo Lauria  su il sito amico di ‘PopOff’, (http://popoffquotidiano.it/2014/09/24/sul-clima-decidono-le-multinazionali-come-sui-libri-di-scuola-usa/).

Disattenzione nostra e malizia altrui. Le lobby del petrolio e del carbone fanno pressione sui parlamentari, e i governi hanno le mani legate, quando non sono direttamente conniventi. La partita è alta: si tratta di decidere quali saranno le strategie di sviluppo per il futuro. L’inedia dei governi mondiali permette, invece, alle multinazionali di sguazzare nello sfruttamento delle risorse energetiche della terra, creando ancora più iniquità sociale su scala planetaria.

 

Usa e Cina hanno un ruolo determinante nel cambiare passo ed evitare che altri paesi svicolino dagli accordi internazionali sulla riduzione delle energie fossili. Ma entrambi, a modo loro, girano le spalle a un’idea di sviluppo differente, continuando a favorire le grandi corporation che prosciugano le risorse energetiche del pianeta. Secondo l’ex presidente del Messico Felipe Calderòn il comparto energia gode di circa 600 miliardi di dollari l’anno in sussidi e incentivi pubblici, contro i poco più di 100 destinati alle energie rinnovabili. Un trend da ribaltare, perché -stando le condizioni attuali- la domanda di idrocarburi nei prossimi 20 anni salirà del 60%: un rischio economico troppo alto, oltre che un danno ambientale irreparabile.

 

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Da inquinamento a inquinamento

Ma il vertice Onu di New York sui cambiamenti climatici, definito da molti come il summit degli scarsi intenti, ci costringe a riprendere di una notizia apparsa qualche giorno fa sui maggiori quotidiani statunitensi. Scuole pubbliche del Texas, capitolo sui cambiamenti climatici e sul ruolo dell’uomo, come concordano i maggiori studiosi mondiali. Versione texana-petrolifera dell’ambiente: «Tutti gli scienziati sono d’accordo sul fatto che il clima sta cambiando. Ma non sono d’accordo sulle cause».

 

Sembra proprio che nelle scuole pubbliche del Texas, potrebbero essere adottati libri di testo volutamente disseminati di errori storici, geografici e scientifici. In alcuni di questi testi si sminuisce il dramma della segregazione dei neri, dipingendola come occasionale. In altri l’Islam appare come una religione violenta ed espansiva, causa del terrorismo internazionale. Da qualche altra parte si spiega che Mosé ha ispirato i principi della democrazia americana. E ad aggravare la portata della notizia, ci si mettono anche stravaganti teorie scientifiche, come quella già vista sull’influenza dell’uomo sull’ ambiente.

 

Gli inquinatori di teste

Ad accorgersi dei gravi falsi ideologici è stato il Texas freedom network (Tfn), organizzazione no profit che promuove la libertà religiosa e combatte le idee ultraconservatrici in quella parte degli States. I libri di testo proposti, spiegano quelli del Tfn, riflettono le idee pseudoscientifiche dell’Heartland Institute, un think tank americano ultraconservatore, finanziato in parte dai fratelli David e Charles Koch, imprenditori oppositori del presidente Barack Obama.

Ma secondo il Texas freedom network i Koch non sarebbero i soli a ingrassare le tasche della discutibile istituzione. Diverse decine di migliaia di dollari sarebbero piovuti direttamente anche da Big Tobacco e da altri inquinatori per diffondere verità di comodo sui cambiamenti climatici.

 

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Un altro dei benefattori che compongono la rete di finanziatori schierati contro il governo di Obama è l’industriale di Chicago Barre Seid, convinto sostenitore dell’incolpevole azione dell’uomo sui disastri ambientali. Insieme ai fratelli Koch, Seid movimenta fondi «attraverso due organizzazioni chiamate Donor Trust e Donors Capital Fund, che a loro volta passano i fondi ai principali think tank di destra, come l’American Enterprise Institute, lo Heartland Institute e Americans for Prosperity».

Insomma, denuncia l’organizzazione no profit americana, gruppi di pressione politica tentano di sostituirsi a un’importante organizzazione scientifica internazionale come l’Ipcc, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’Onu, per influenzare l’opinione pubblica mondiale.

 

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