sabato 25 maggio 2019

Gli Imam in Kosovo reclutatori per Isis di nuovi jihadisti

Blitz a Pristina contro i seguaci del Califfo Ibrahim dello Stato islamico, l’Isis. A finire in manette sono stati 15 militanti di Isis: 9 di loro sono imam delle moschee della città. Tra loro Shefqet Krasniqi, capo religioso della Grande Moschea di Pristina che aveva predicato a lungo in Svizzera

Blitz a Pristina contro i jihadisti kosovari seguaci del Califfo Ibrahim dello Stato islamico. In manette nella capitale del piccolo Stato balcanico sono stati 15 militanti di Isis e la maggiore sorpresa è che 9 di loro sono imam delle moschee della città. Costituivano la spina dorsale di un network che ha fatto arrivare in Siria e Iraq almeno 200 volontari locali per Isis, circa 20 dei quali sono morti in combattimento.

L'Imam Shefqet Krasniqi, capo religioso della Grande Moschea di Pristina
L’Imam Shefqet Krasniqi, capo religioso della Grande Moschea di Pristina

Fra i personaggi più noti accusati di “terrorismo” c’è Shefqet Krasniqi, capo religioso della Grande Moschea di Pristina, accusato di aver sfruttato la propria autorità religiosa per aver attirato “centinaia di reclute da più Paesi europei per spingerle a trasferirsi in Siria ed Iraq al fine di battersi a favore del Califfato”. In manette anche Fuad Raqimi, leader islamico del Kosovo, catturato mentre era nella sua casa.

Prishtina, Kosovo, una delle moschee storiche della città
Prishtina, Kosovo, una delle moschee storiche della città

Lo scorso mese le forze di sicurezza Eulex di Pristina avevano già catturato 40 presunti seguaci e fiancheggiatori dello “Stato Islamico” in Kosovo e gli arresti avvenuti ora disegnano la presenza di un network diffuso tra la popolazione albanese su tutto il territorio del Kosovo, che deve la propria indipendenza alla campagna aerea condotta dalla Nato nel 1999 contro l’ex Federazione Jugoslava guidata da Slobodan Milosevic.

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