Privacy Policy Regno meno Unito? Indipendence Day, la Scozia in fuga -
sabato 14 Dicembre 2019

Regno meno Unito?
Indipendence Day,
la Scozia in fuga

Referendum in Scozia, e tifo in tante parti di Europa contro i vecchi ‘Stati nazione’: Catalogna, Paesi Baschi, Corsica, eccetera. Ma in Gran Bretagna è ancora ‘God save the kingdom’. Partita aperta. Edimburgo potrebbe giovarsi di un distacco da Londra. Condizionale d’obbligo e scenario incerto

Una possibile secessione senza spargimento di sangue, in Scozia, ed è la differenza qualitativa con altre parti d’Europa. Referendum per la secessione scozzese dal Regno Unito. I sondaggi danno una sostanziale parità tra i due schieramenti, con il “no” in lieve vantaggio. Edimburgo versus Londra nel ruolo di capitale. Ragioni storiche e politiche ed economiche quelle dividono scozzesi e inglesi. Per la storia, l’episodio di Maria Stuart -Maria Stuarda- fatta decapitare a metà ‘500 da Elisabetta I nel castello di Fotheringhay, sino alle espulsioni di massa tra ’700 e ’800 verso il Nord America .

 

Referendum in Scozia

 

Più vicine e ragionevoli le ragioni politiche dividono Scozia e Inghilterra: europeista e laburista la prima (l’ex premier Gordon Brown è nato a Glasgow), antieuropeista e conservatrice la seconda (David Cameron è nato a Londra). Ma sono soprattutto le ragioni economiche a pesare e dividere i due popoli. Gli argomenti che possono consentire al leader indipendentista Alex Salmond, dello Scottish National Party, di riuscire in quel progetto di indipendenza dall’Inghilterra in cui non erano sino ad oggi riusciti l’ideologia, la religione o -anticamente- le armi. Pesano i brutali conti in tasca.

 

Gli scozzesi sono meno ricchi degli inglesi ma producono e lavorano molto di più. Scozia, reddito pro-capite 16.267 sterline contro le 17.066 sterline per l’inglese. Scozzese il 6,3% delle esportazioni del Regno Unito, mentre solo il 3,7% delle importazioni totali del Regno Unito va in Scozia. Il tasso di disoccupazione è inferiore e il tasso di occupazione è maggiore in Scozia, come pure maggiore è la percentuale d’impiegati nel settore pubblico e quindi di servizi sociali: 22,1% contro il 17,4% inglese, una media nazionale del 19%. Dettaglio italiano di confronto: da noi il 14,8% del totale.

 

Il PIL scozzese cresce (sui 130 miliardi di sterline), la Scozia esporta (15,4 miliardi di manufatti e 8,7 miliardi di servizi). Mentre il totale delle esportazioni scozzesi verso il resto del Regno Unito è stato di 47,6 miliardi di sterline (12,7 miliardi di manufatti e 25,3 miliardi di servizi). Poi le riserve di gas e petrolio, il cui valore ai prezzi attuali è stimato in 4.000 miliardi di sterline. Un Paese che, nonostante le ottime performance economiche, ha dovuto subire le politiche di austerità del governo conservatore di David Cameron. E questo spiega molte cose. Ma cosa produrrebbe la secessione?

 

Le solite Goldman & Sachs a JP Morgan e Morgan Stanley sono catastrofiche. Fuga di capitali, non si sa di chi e per dove. Con l’Inghilterra che -dicono- potrebbe persino uscire dall’Unione Europea, e a molti non pare una minaccia. In controtendenza, il Credit Suisse dice che la secessione potrebbe favorire l’economia scozzese, accrescendo la competitività dei prodotti e maggiori esportazioni e una maggiore equità sociale, rispetto all’insostenibile e dilagante disuguaglianza sociale londinese. Valutazioni e affermazioni molto discordanti tra loro- come si vede- e decisamente impegnative.

 

Secondo il Primo ministro scozzese Alex Salmond, i numeri parlano a vantaggio dell’ indipendenza. La Scozia, con la sua manciata di abitanti (l’8,3% di tutta la popolazione britannica) potrebbe far parte della top 20 mondiale per PIL pro-capite, diventando (come pubblicizzano i manifesti della coalizione indipendentista ‘Yes Scotland’) più ricca dello stesso Regno Unito. Ma non mancano i problemi. La prima è la moneta. Indipendenti sì, ma con la sterlina, dicono da Edimburgo. Secca la risposta di Londra: se c’è la secessione nessuna unione monetaria tra Scozia e il resto del Regno.

 

canine choice

 

La replica scozzese è altrettanto forte: Ma allora voi vi tenete anche il colossale debito pubblico di un trilione e messo. E poi quei quattro sottomarini della Royal Navy ormeggiati nella base navale di Faslane e armati con missili a testata nucleare? La partecipazione alla NATO e all’Unione Europea. Problemoni. Conviene o non conviene agli scozzesi quel divorzio? Aver messo le carte sul tavolo già produce i suoi effetti: la promessa di una piena autonomia fiscale alla Scozia. Anche se vincesse il fronte del no, quindi, la ‘Braveheart generation’, avrebbe ottenuto comunque un gran risultato.

 

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