• 19 Febbraio 2020

La ‘Coalizione dei 10’
fa guerra al Califfo
solo per delega

I 10 senza aggettivo

Al vertice Nato in Galles è nata la ‘Coalizione dei 10’, un organismo di guerra -così è stato chiamato ufficialmente- per contrastare e distruggere IS e il Califfato di Abu Bakr al Baghdadi.

Missione dura. Ma ecco i 10, a cui manca per ora ancora l’aggettivo. Non semplici ‘volenterosi’, ma sono da evitare anche definizioni  epiche o evocative di altri conflitti antichi:

Australia, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Stati Uniti e Turchia.

La missione prevede raid aerei contro le postazioni di IS, armamenti ai peshmerga kurdi e all’Esercito iracheno, ma escluse qualsiasi intervento a terra e, soprattutto, nessun allargamento dell’intervento internazionale alla vicina Siria, proprio dove IS avanza fra Aleppo e la roccaforte Raqqa.

 

Peshmerga curdi inquadrati nell'esercito iracheno
Peshmerga curdi inquadrati nell’esercito iracheno

 

Un compromesso tra strategia e politica

Perplessità per la difficoltà della missione specie dopo che a ottobre il Congresso statunitense approverà l’invio di 500 milioni di dollari alle “opposizioni moderate siriane”. Peccato che tra di esse faccia parte anche il Fronte al Nusra, braccio armato di Al Qaeda in Siria.

Opposizioni “moderate” che riceveranno anche supporto di intelligence dalla Giordania, presente al Vertice Nato in Galles, e finanziamenti da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

In Iraq, accanto ai peshmerga, sono già attivi combattenti di Hezb’Allah libanese e di corpi scelti iraniani guidati dal Capo di Al Quds, Qassam Suleimani, al quale la Guida Suprema Alì Khamenei ha ordinato di collaborare con gli Usa nella campagna contro IS.

Storica decisione di Khamenei rispetto alla posizione statunitense, contraria a ogni possibile coordinazione con Teheran.

I cambiamenti delle dinamiche mediorientali impongono alleanze estemporanee e pragmatiche come quella fra Arabia Saudita con Israele e il consolidamento di trattati di pace mai così stretti fra Tel Aviv, Giordania ed Egitto.

Lo stesso accade anche tra i movimenti jihadisti.

 

Quel pezzettino di al Qaeda gradito agli Usa

Il Fronte al-Nursa, comandato da Abu Mohammad al Joulani, alleato con l’Esercito Libero Siriano, è armato e finanziato dai Paesi del Gruppo “Amici della Siria”, ed è addestrato in Giordania anche da consiglieri militari USA.

Al Nusra ha conquistato la città di Quneitra e dell’omonimo valico sulle Alture del Golan, tra Siria e Israele, insieme a ELS, e altre formazioni ribelli.

L’offensiva di Al-Nusra e di ELS ha l’obiettivo di minacciare Damasco, lontana solo 100 km.

Il Fronte è riuscito a coinvolgere nella regione meridionale jihadisti di matrice qaedista che hanno ripreso i combattimenti a Daraa, e ad Hama, a Nord di Damasco, assaltando il villaggio cristiano di Mhardeh.

A Ghouta Est, altro gruppo di alleati, una coalizione sotto il comando di Zahran Alloush, il leader del Fronte Islamico.

Alleanza molto importante per al-Nusra perché il Fronte Islamico è stato creato e armato dall’ex capo dell’Intelligence saudita, Bandar bin Sultan proprio per isolare al-Nusra, inserito nella lista delle Organizzazioni terroristiche dagli USA.

 

Amici e nemici scoperti e occulti di IS

Gli amici poco noti: 1) IS può contare sulla ‘Naqshanbia’ di Ibrahim Al-Douri, l’Al Qaeda nelle Penisola Araba yemenita guidato da Nasser al-Wuhayshi; 2) le Brigate Abdullah Azzam operanti in Libano, Siria e Penisola araba.

E’ stata invece sconfessata la notizia diffusa dalla BBC secondo la quale intende aderire a IS il movimento jihadista afghano Hezb-e-Islami, guidato da Gulbuddin Hekmatyar, che è interessato solo all’agenda afghana e da tempo ha preso le distanze da IS e Baghdadi.

Nemici: particolarmente sofferta la raffica di condanne dalla gran parte dei teologi sunniti che ne contestano l’appartenenza all’Islam.

 

Troppi aspiranti Califfi

In realtà anche Fronte Islamico e al-Nusra hanno l’obiettivo di costituire un Califfato attraverso il jihad.

Abu Mohammad al-Jouliani e Zahran Alloush hanno la stessa matrice salafita radicale di Abu Bakr al-Baghdadi e come lui inseguono l’obiettivo del Califfato ma sono “nazionalisti” e quindi focalizzati sulla Siria, al contrario di Baghdadi che è internazionalista e mira a un Califfato dell’estensione che aveva ai tempi del Profeta.

Pr questo motivo, Jouliani e Baghdadi hanno combattuto tra loro per oltre un anno con oltre mille morti, fino all’intervento di Ayman al Zawahiri che espulse Baghdadi da Al Qaeda e affidò al solo Jouliani il comando del ramo iracheno di Al Qaeda.

 

la guerriglia curda vigila dalle montagne
la guerriglia curda vigila dalle montagne

 

Chi il primo vero nemico della Coalizione dei 10?

Quindi, la neo-costituita Coalizione si trova di fronte a numerosi ‘amici sospetti’ e a molti più nemici del previsto. Per cominciare, ben due Organizzazioni con stessa formazione religiosa e ideologica, quella del jihad stragista, anche se ora su posizioni opposte.

IS e Al Nusra, per intenderci.

Con l’assurdo che per combattere contro il primo -l’IS del Califfato- devi fornine al secondo -stressa matrice jihadista terroristica- supporti politici, logistici, d’intelligence, d’armi e finanziari.

Ulteriore contraddizione: nel Gruppo de “Gli amici della Siria” figurano quasi tutti gli stessi Paesi che ora faranno parte della nuova Coalizione, e questo porrà più di un problema politico e giuridico e di coerenza ad alcuni Paesi del Gruppo.

 

Aldo Madia

Aldo Madia

Aldo Madia, per oltre 40 anni ha svolto attività sul terrorismo in Italia e Paesi europei e dell’opposizione armata in Medio Oriente, Asia e Africa.

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