Privacy Policy News Russia Ucraina: tra destra e sinistra balletto italiano -
venerdì 6 Dicembre 2019

News Russia Ucraina:
tra destra e sinistra
balletto italiano

Lo strano atteggiamento della stampa italiana sull’Ucraina. Oggi Michele Marsonet fa il ‘tarlo’, insinua il dubbio. Sulla questione Ucraina-Russia dove sta la destra e dove la sinistra? Ma peggio, dove sta il rigore professionale, l’etica della stampa italiana tra destra, sinistra e cerchiobottisti?     Non so se qualcuno l’ha notato, ma l’atteggiamento della stampa […]

Lo strano atteggiamento della stampa italiana sull’Ucraina. Oggi Michele Marsonet fa il ‘tarlo’, insinua il dubbio. Sulla questione Ucraina-Russia dove sta la destra e dove la sinistra? Ma peggio, dove sta il rigore professionale, l’etica della stampa italiana tra destra, sinistra e cerchiobottisti?

 

 

Non so se qualcuno l’ha notato, ma l’atteggiamento della stampa italiana sulla guerra in Ucraina è piuttosto strano. Ci troviamo, in sostanza, nella seguente situazione.

I quotidiani cosiddetti progressisti (altrimenti detti di “sinistra”), con Repubblica in testa, sono apertamente schierati con Poroshenko e l’attuale governo di Kiev. Il che li porta – in modo pressoché automatico – ad approvare la politica della NATO e la sua inevitabile espansione a Est caldeggiata dal segretario, il falco danese Anders Fogh Rasmussen.

Quelli cosiddetti moderati o reazionari (altrimenti detti di “destra”), con il Giornale in primis, sposano invece con decisione la tesi opposta. Molti articoli di Fausto Biloslavo e di Livio Caputo sottolineano, con argomentazioni interessanti, le ragioni della Federazione Russa, sottolineando al contempo che l’Italia non ha il benché minimo interesse a condividere la crociata anti-Putin.

 

A metà strada, come sempre, se ne sta il Corriere della Sera che mette in pratica il detto proverbiale “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Sulle pagine del giornale milanese troviamo, infatti, sia le analisi acute e puntuali di Sergio Romano sia le sparate anti-russe (talvolta in prima pagina) dell’ineffabile Bernard-Henri Lévy.

E non basta. L’avversione per Mosca della stampa di sinistra la porta a trascurare un altro fatto importante, e cioè che i numerosissimi scenari di crisi nei quali siamo tutti coinvolti risultano tra loro strettamente collegati. Non si dovrebbe, per esempio, dimenticare che un’eccessiva concentrazione sull’Ucraina rischia di mettere in secondo piano il dramma del Medio Oriente il quale, tra l’altro, riguarda l’Italia ben più da vicino.

 

Questo elemento viene invece colto dall’altra parte. Nei quotidiani che ho prima definito di destra per semplificare, da tempo si insiste sul pericolo che seguire i bellicosi piani di Cameron, Rasmussen e company distoglie la nostra attenzione dal Mediterraneo e da Paesi che sono in fondo a un tiro di schioppo dal territorio italiano.

Perché mandare i parà della Folgore alle manovre NATO che si svolgeranno a ridosso della Russia – si chiedono i quotidiani anzidetti – quando sarebbe assai più opportuna una nostra maggiore presenza militare e di sorveglianza nelle acque del Mediterraneo e in Stati (o ex tali) precipitati in un caos che finisce per ledere in maniera pesante i nostri interessi politici, strategici e, soprattutto, economici?

 

I maligni o – se si preferisce – gli sciocchi hanno ovviamente una spiegazione già pronta e preconfezionata. La stampa di destra si comporta in questo modo perché Berlusconi vuole dare una mano al suo vecchio amico Putin. E’ una spiegazione, per l’appunto, sciocca, giacché il leader russo non ha bisogno di aiuti di quel tipo e, come si è visto, se la cava egregiamente da solo.

Preoccupa piuttosto che la nuova alta rappresentante della UE per la politica estera, Federica Mogherini, abbia subito fatto la voce grossa con la Russia nonostante la si ritenesse piuttosto moderata al riguardo. E, anche in questo caso, gli appelli alla moderazione le sono subito stati rivolti non dal PD, ma da parte del centro-destra.

 

Confesso di non avere spiegazioni plausibili in grado di decifrare la situazione di cui ho parlato e che – almeno a mio avviso – è strana. Forse bisogna rimandare al fatto già noto che i concetti di “sinistra” e “destra” non sono più chiari come un tempo.

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