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venerdì 20 Settembre 2019

L’invasione ‘va e vieni’
la Russia in Ucraina
forse sì forse no

Organi di disinformazione gestiti da cretini: non hanno capito che col Web, a sostenere l’inganno delle dubbie virtù di Elena a Troia non sarebbe bastato un Omero ruffiano a vendere favole. Oppure le armi di distruzione di massa di Saddam. Ieri l’invasione russa in Ucraina. Forse. Sì o no?

Ma quella dannata invasione russa post-sovietica, c’è stata non c’è stata? Domanda senza risposta ufficiale, che è già una clamorosa risposta. Basta osservare i titoli di ieri sulla ‘invasione certa’ e le prudenze di oggi che, di fronte al tanfo di bruciato, non hanno il coraggio di porre il problema ‘bugia sì, bugia no’, ma ci girano attorno. Non si parla più di invasione russa ma si titola sul gas russo arrabbiato che questo inverno ci lascerà al freddo. E alla diplomazia di Mosca basta una battuta: «computer games», l’inganno grossolano che lascerebbe l’amo in gola alla ‘grande stampa’.

 

Vero, non vero? Strepita il premier Arseni Iatseniuk, risponde Barack Obama che dà per buone quelle immagini da computer oggi messe in dubbio. Kiev non è nella Nato ma non ci arrabbieremmo lo stesso è la sintesi. Kiev incassa la solidarietà di varie cancellerie, a partire dall’italiano Renzi che, come presidente di turno della Ue chiama al telefono Putin. Gli ha fatto eco il presidente francese Hollande, mentre il britannico Cameron ha ventilato ‘nuove conseguenze’ per Mosca. La cancelliera Merkel è stata più esplicita, evocando eventuali nuove sanzioni, come il Dipartimento di Stato Usa.

 

Truppe ucraine che assediamo la postazioni dei ribelli separatisti
Truppe ucraine che assediamo la postazioni dei ribelli separatisti

 

Per Mosca -ci riferisce l’ANSA- «non ha senso commentare seriamente le immagini satellitari diffuse dalla Nato come prova della presenza di truppe russe nell’Ucraina dell’est. È diventato ridicolo. Se prima almeno qualcuno metteva il suo nome su queste immagini, fosse Breedlove (il comandante supremo Nato in Europa, ndr), Rasmussen (il segretario generale dell’Alleanza uscente, ndr) o anche Lungescu (la portavoce, ndr), ora esitano», ha sottolineato il generale Konashenkov, portavoce del ministero della difesa russo. Quindi battutaccia dal ministro degli esteri Lavrov.

 

Eppure. «Nonostante le smentite di Mosca è chiaro che le truppe russe hanno superato la frontiera dell’Ucraina ed agiscono all’interno del paese», insiste il segretario dell’Alleanza Atlantica. Pronto qualcuno a ricordare analoghe verità di Rasmussen: «L’Iraq possiede armi di distruzione di massa. Non è qualcosa che pensiamo, è qualcosa che sappiamo». Putin arrabbiato paragona l’attacco dell’ esercito ucraino alle città assediate dell’est alle truppe naziste «che circondavano le nostre città e sparavano agli abitanti». Kiev rincorre esplicitamente l’adesione alla Nato e Rasmussen applaude.

 

Formazioni ribelli dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk
Formazioni ribelli dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk

 

Finito il girare attorno alla notizia decisamente incerta di ieri, la certezza do domani decisamente sgradevole per tutti noi. Esistono “forti rischi” per le forniture di gas all’Europa in inverno ci dice il ministro dell’energia russo, Alexander Novak. La resa dei conti attesa che diventa esplicita. Mosca è disposta a tornare a fornire gas all’Ucraina, ma a patto che prima questa paghi 1,45 miliardi di dollari di debito del 2013. Lo ha detto il boss di Gazprom. Oppure Kiev potrebbe tentare di sottrarre illegalmente parte del gas russo diretto in Europa attraverso i metanodotti che la attraversano.

 

Guerra di parole e guerra economica, ma non solo quelle. Quasi 2600 le persone uccise nel conflitto nell’est dell’Ucraina dallo scorso aprile. La contabilità è dell’Onu e, probabilmente, è già cresciuta sul campo. Nel marasma delle contrapposte propagande sembra definirsi il fatto che la Guardia Nazionale e l’esercito di Kiev non riescono a vincere la guerra. Problemi di motivazione delle sue truppe più che di organizzazione ed armamenti. L’ipotesi di ‘aiutare’ un intervento Nato potrebbe sollecitare qualche follia, ma fornire ragione politica all’operazione appare decisamente difficile.

 

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