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domenica 22 Settembre 2019

Nel caos iracheno
golpe ‘democratico’
tra spie di poco conto

Stati Uniti e blocco Nato applaudono al-Abadi, neo premier iracheno che dovrà tentare di rimettere assieme in cocci di quanto resta dell’Iraq sunnita-sciita-curdo. Per al-Maliki è colpo di Stato. Negli Usa: dov’era l’imponente e miliardario apparato spionistico Usa mentre Isis si prendeva l’Iraq?

A oltre tre mesi dalle ultime elezioni dopo aver praticamente perso  una guerra, l’Iraq ha un premier incaricato di formare un governo ‘inclusivo’ chiesto ‘con forza’ da Stati Uniti e alleati Nato. Nouri al Maliki, premier sciita per due legislature, è stato messo da parte tra le proteste di piazza dei suoi sostenitori. Tira brutta ara a Baghdad, guerra per bande a spartirsi un Paese e un potere che da un giorno all’altro rischia di evaporare nel miraggio-incubo del Califfo. Al Abadi è il vicepresidente del Parlamento, indicato anche dalla coalizione sciita che sosteneva al Maliki. Forse l’ultima speranza.

 

Il neo premier iracheno incaricato Al-Abadi
Il neo premier iracheno incaricato Al-Abadi

 

“Ora il Paese è nelle tue mani”, avrebbe infatti affermato il capo dello Stato Fouad Masum nel dare l’incarico ad Al Abadi. Immediata la replica televisiva di un al-Maliki dallo sguardo torvo, “alAbadi non ha legittimazione. L’unico premier possibile sono io”. Maliki, dunque, non ha gradito, com’era evidente già dalle milizie mandate ieri sera a circondare la zona verde di Baghdad, dove sorge anche la residenza presidenziale. Cosa accadrà adesso? Minaccia militare o ricorso alla Corte Suprema? Quella Corte che già aveva chiarito spetta chi ha vinto le elezioni indicare il nome del premier.

 

L’Occidente legalista a convenienza, accelera e già interloquisce con Al Abadi. Usa e Francia ‘sono pronti a sostenere pienamente un nuovo governo iracheno inclusivo’ ma anche Erdogan, neoeletto presidente della Turchia che con l’Iraq -e con le milizie Isis- è confinante. Tutti a sollecitare il neo premier alla formazione di un esecutivo del quale facciano parte anche sunniti e curdi. Verso Erbil e il Kurdistan attenzioni speranze di tutti, la sola resistenza armata che può tentare di frenare la corsa delle milizie dell’Isis-IS. Quindi armi ai curdi da Washington e da Baghdad. Italia in lista d’attesa.

 

Il Pentagono rivendica che i raid aerei hanno rallentato le operazioni degli jiahdisti sunniti e forse interrotto la loro avanzata su Erbil, capoluogo-capitale del Kurdistan iracheno. Allo stesso tempo la Difesa Usa non pensa di allargare ad altre aree dell’Iraq i bombardamenti. Washington -come detto- invia armi e munizioni alle forze curde. Intanto le forse di Isis-IS si sono impadronite della città di Jalawla, nella provincia di Diyala, 130 chilometri a nord-est di Baghdad, minacciando così i confini meridionali della regione autonoma del Kurdistan. Battaglia sul campo in corsa contro il tempo.

 

Il premier iracheno uscente al Maliki
Il premier iracheno uscente al Maliki

 

Ma le notizie ‘strategiche’ sono altre.

 

1) Scrive il Wall Street Journal: «L’intelligence americana ha sottovalutato la minaccia dell’Isis e le sue capacità a livello operativo guadagnando terreno in Iraq». Le fonti del Wsj sono interne all’amministrazione. L’incapacità dell’intelligence di fornire dettagli sull’avanzata dell’Isis e sulle sue probabilità di successo ha aperto il dibattito fra i funzionari della sicurezza americana. Dal ritiro dall’Iraq delle truppe, le spie Usa nell’area sono diminuite e molti fra loro sono frustrati dalle scelte di Obama su Siria e Iraq.

 

2) La Lega Araba condanna le violenze dello Stato islamico -crimini contro l’umanità- ai danni delle minoranze degli Yazidi nel nord e dei cristiani a Mosul. “Gli autori di questi crimini vanno puniti”, dice il segretario generale della Lega Araba, che chiede ai Paesi nella regione e a livello internazionale di ‘impegnarsi per aiutare l’Iraq a uscire dalla crisi e garantire la sicurezza alle minoranze irachene, per assicurare l’ indipendenza e dell’unità dell’Iraq’. Vale anche per Arabia Saudita e Qatar che Isis-IS hanno fatto nascere?

 

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