Privacy Policy Ucraina di mezz'estate Chi vince, chi perde, e chi può scappa -
sabato 18 Gennaio 2020

Ucraina di mezz’estate
Chi vince, chi perde,
e chi può scappa

L’estate sta finendo in quella terra ad est, e si preparano i conti col ‘Generale inverno’. Lui le guerre le vince sempre, mentre quella che si sta combattendo nell’Ucraina orientale non si riesce a capire come sta andando realmente. Fatti certo pochi, strumentalizzazioni contrapposte e bugie top

L’estate sta finendo -che non è la canzone dei ‘Righeira’ anni ’85- sta davvero finendo in quella terra ad est, l’Ucraina, e si preparano i conti col ‘Generale inverno’. Lui le guerre le vince sempre, mentre quella che si sta combattendo nell’Ucraina orientale non si riesce a capire come sta andando. O Kiev vince adesso, prima dell’inverno, ho ha perso. Ma nessuno sa cosa sta realmente accedendo sul campo, salvo l’escalation di morti, di accuse di massacri, di sofferenze inaudite. Scontro militare e di bugie. Chi le racconta meglio vince il premio propaganda che ormai forma l’opinione del mondo.

 

Cominciamo almeno noi dai pochi fatti certi. Cremlino, il presidente Putin ha firmato un decreto per limitare o bloccare per un anno le importazioni di prodotti agricoli e alimentari in Russia dai Paesi che l’hanno sanzionata. Il resto è ‘nuvole’. “La Russia ha ammassato circa 20mila truppe pronte a combattere al confine orientale ucraino. Condividiamo la preoccupazione che la Russia possa usare il pretesto di una missione umanitaria o di peacekeeping come una scusa per inviare truppe nell’ Ucraina orientale”. Così il portavoce della Nato Oana Longescu che gli allarmi li lancia a comando.

 

Continuiamo tra le nuvole. 18 soldati uccisi e 54 feriti tra le truppe di Kiev nei combattimenti contro i separatisti nelle ultime 24 ore in Ucraina orientale. Lo riferisce il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino Andrii Lisenko, dalla testata online Ukrainska Pravda. Altre fonti sospette: “La Russia torna ad accusare Kiev di aver usato armi proibite”. Dall’analisi di campioni di terreno della frazione di Semenivka, nella città di Sloviansk, ci sarebbero prove dell’uso della miscela incendiaria N-17, “una versione migliorata e più mortale dei vecchi proiettili incendiari al fosforo bianco”.

 

scontri ucraina-scontri- stretto

 

Le opinioni trasformate in fatti coinvolgono anche personaggi di rilievo pubblico. Bernard-Henri Levy ad esempio, ex ‘nouveaux philosophe’, ex giornalista e sempre miliardario francese ha un modo curioso di presentare i minatori e gli operai di Donbass, arruolati nelle milizie di auto-difesa di Donetsk: “Nell’est dell’Ucraina il meno che si possa dire è che Putin ha giocato col fuoco -scrive nel bloc-note del Point di fine luglio- Ha raccattato e mobilitato il peggio della regione. Trasformato in soldati dei delinquenti, dei ladri, degli stupratori, degli avanzi di galera, dei saccheggiatori”.

 

Dopo le ammissioni del magnate statunitense Soros -non rivelazioni perché tutti sapevano- ora le bugie hanno la gambe un po’ più corte. Il mondo più avveduto conosce la partita strategica che Usa, Nato e Russia si stanno giocando in Ucraina. Passate le patacche giornalistiche della Maidan, roba da picciotti con l’elmetto dell’eroismo, poi divenne strategica la tragedia della Malaysia Airlines. ‘Specialisti’ di missilistica pateticamente tifosi perché -osserva l’Osservatorio internazionale per il diritto (www.ossin.org)- «I media impegnati amano gli esperti schierati». E c’è sempre il peggio.

 

Il 20 luglio il segretario di Stato statunitense John Kerry, ha dichiarato alla CNN di avere “le prove” che il missile che ha colpito l’aereo era partito dal territorio russo. Stiamo ancora aspettando quelle prove. Come per le armi di distruzione di massa di Saddam? In questa sassaiola di ‘verità’  lanciate contro, arriva quella dei presunti lanci di missili contro l’esercito ucraino provenienti dalla Russia. E via favoleggiando. Sia chiaro, senza che dall’altra parte giungano verità collaudate. Ad esempio sull’andamento reale degli scontri sempre più sanguinosi nell’autoproclamata Repubblica di Donetsk.

 

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Sul terreno l’esercito di Kiev ha fretta ma non ha ‘troppa voglia’ e soldi e mezzi. Ma i guai veri sono le milizie di estrema destra tra cui il battaglione di volontari neo-nazisti “Azov” venuti dell’ Europa. Che provocano l’accusa di crimini guerra (il lancio di razzi Grad su zone residenziali di Donetsk) da Human Rights Watch. Il primo ministro Arseni Iatseniuk sostiene che servono 2 miliardi di dollari per riconquistare il Donbass. L’Occidente non è disposto a mettere mano al portafoglio e l’inverno, che in Ucraina anticipa, incombe senza gas russo. Dettagli precisi sotto lo pseudonimo ‘Frederic Delorca’.

 

A fine ottobre nuove elezioni politiche, e la forma ‘democrazia’ in Ucraina si ripete. La sostanza vieta alcuni partiti (quello Comunista) mentre governano Sloboda (ultranazionalista) e “Patria” (del clan Tymoschenko). Novità elettorale i neonazisti del partito “Settore destro” che competono e vogliono vincere. Partiti da Bernard Levy restiamo sempre in Francia dove il quotidiano liberale L’Opinion accusa gli Europei di spingere la Russia nelle braccia della Cina. Con un embargo che alla Francia costerà 100mila posti di lavoro. E all’Italia quanti? La ministra che dice ?

 

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