domenica 25 Agosto 2019

Rai Gerusalemme
ci RemaContro
Ora tregua?

Manco un anno di vita per un piccolo blog e già una minaccia di querela e danni. Record. Avevo impiegato 40 anni di mestiere per conquistare due o tre cause, poche, e tutte a lieto fine. Questa volta s’è arrabbiato il collega Gian Stefano Spoto, neo corrispondente della Rai da Gerusalemme

La protesta passa attraverso le precisazioni di un importante studio legale. In sintesi -stando attento a veridicità e completezza del riassunto- il collega Gian Stefano Spoto «ha appreso con stupore e dispiacere, di essere stato ingiustamente offeso, deriso e diffamato». Due i pezzi ‘incriminati’ di cui mi si chiede la cancellazione dal sito, salvo guai peggiori. «La Rai a Gerusalemme – non vuole specialisti – Beffa Job Posting» ( http://www.remocontro.it/2014/07/07/rai-gerusalemme-non-vuole-specialisti-beffa-job-posting/ ) e «La Rai a Gerusalemme – Dilettanti per caso – e amici politici» ( http://www.remocontro.it/2014/07/08/rai-gerusalemme-dilettanti-per-caso-amici-politici/ ).

 

Prima affermazione di principio e di pacificazione: non volevo offendere o diffamare, salvo toni maliziosi e sorridenti che sono altra cosa dal diffamare. Ho memoria di polemiche tra giornalisti, con parole al veleno, a volte con qualche sfida all’alba. Se fosse, io scelgo la pistola ad acqua. Anche nella storia Rai c’è qualche epica sfida. Nel mio vecchio Tg1 fu leggenda la ‘scazzottatura’ tra Frajese e Morrione nei corridoi di via Teulada. Dopo di che furono amici per quanto ancora vissero. Con Spoto, data la differenza d’età a mio svantaggio, eviterei la prova ginnica. Pur se la sfida a colpi di carta bollata non esalta le mie passionalità da 40 anni di Rai sulla schiena. Ma decideranno altri.

 

Inviata di guerra

 

Torniamo ai pezzi contestati, con qualche spunto polemico che insaporisce il mestiere. Mi rivolgo al collega che si è tanto arrabbiato. Primo pezzo senza nomi, proprio perché -è scritto- «non è utile renderlo noto perché lui non ha colpa, salvo forse non sapere giornalisticamente nulla di zone a rischio o di Medio Oriente». Ho sbagliato una virgola? Dalla stessa puntigliosa ‘raccomandata con ricevuta di ritorno’ dello studio legale, non mi pare vengano rivendicate simili qualità professionali. Sul secondo pezzo il nome del corrispondente allora in pectore esce in quanto apprendo che egli è stato candidato alle elezioni parlamentari nella lista Fini e quindi personaggio politico pubblico.

 

Parlando di nomine Rai è davvero così improprio porre il dubbio di appartenenza politica che può aiutare certi percorsi professionali? L’avvocato contesta e fa la sua parte ma il giornalista può far finta di cadere dal pero? Lascio ai legali il loro mestiere. Io provo a dare ragione di quanto scritto all’offeso e ai nostri lettori. Due anni d’attesa di ricollocazione professionale di Spoto sono materia di interesse ad evitare legittimi contenziosi giudiziari? Nessuno ha mai parlato di promozione intesa come premio, ma in senso giornalistico ‘lato’ di responsabilità e visibilità. Se per promozione si vuol intendere un avanzamento di grado e quindi direzione di rete o testata -osservano i legali- beh, auguri.

 

reporter-guerra SITO stretta

 

Nodo centrale dei pezzi, le esperienze professionali del singolo che stanno dietro le scelte aziendali per un incarico di tale delicatezza. Fior di inviati sul campo da anni e anni in Medio Oriente che in queste settimane tragiche ci hanno raccontato da Gaza. Molte donne -Presidente Tarantola- tutte brave e tutte decisamente grintose. Evidentemente la valutazione della direzione generale non coincide con quella abbastanza vasta delle mie esperienze in zone a rischio e in Medio Oriente. Ho scritto che non emergeva una esperienza diretta del collega Spoto. Ed è quanto da me contestato solo ai vertici Rai e non certo al collega che ha alla spalle altre valide e collaudate competenze.

 

Aggiungo l’augurio al collega per un incarico, che avendo dovuto svolgere per un anno nel lontano 2001, non gli invidio. Per me fu la 2° intifada, quella dai sassi alle autobomba. Per Spoto e per il mondo, spero non sia l’inizio della Terza Intifada. Confermo contemporaneamente la contestazione netta per i criteri di selezione adottati dai vertici Rai nell’affidare incarichi operativi particolari, con aspetti di grave responsabilità sul fronte della sicurezza per gli stessi colleghi inviati sul campo. Mi si chiede di togliere dal sito i due pezzi citati e ciò non ha fondamento, soprattutto dopo quanto precisato e scritto ora. Per poi dedicarci tutti a temi mediorientali di interesse certo più generale.

 

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