Israele esce da Gaza
Ma soltanto un po’

L’esercito israeliano ha ritirato la maggior parte delle proprie truppe da Gaza. Lo dice Haaretz secondo cui l’operazione avviene senza che sia stato emesso nessun ordine ufficiale di fine di “Margine Protettivo”. Secondo il portavoce militare l’operazione va verso una ”prossima tappa”. Quale? Le forze israeliane che sono ancora nella Striscia stanno lavorando alla distruzione di un tunnel vicino Rafah. Altre unità stanno operando a Beit Hanun nel nord. L’esercito ha deciso di mantenere forze all’interno della Striscia a protezione delle comunità israeliane vicino la frontiera.

 

Israeli soldiers wave from their Merkava tank with an Israeli flag as troops pull back from the Gaza Strip,

Israeli soldiers wave from their Merkava tank with an Israeli flag as troops pull back

 

Da quanto si legge nelle prudentissime dichiarazioni israeliane, l’esercito esce in gran parte da Gaza perché è convinto di aver neutralizzato i tunnel noti. Quelli noti, appunto. E il sapore della vittoria ha uno strano retrogusto, questa volta. Certo, Hamas avrebbe subito colpi durissimi. Fonti militari citate da Guido Olimpio sul Corriere della sera sostengono che Hamas avrebbe perso oltre 800 miliziani e almeno un terzo dei circa 10 mila razzi a disposizione. Ma resta in campo Mohamed Deif, alias il fantasma, capo dell’ala militare, e restano, questo il timore, ancora tunnel aperti.

 

Hamas ha sofferto colpi pesanti ma è riuscita anche a darne -osserva Olimpio- con gli oltre 60 soldati israeliani uccisi. Un numero che provocherà certo riflessioni e razioni in Israele. Ma torniamo ai tunnel. Che non erano certo una sorpresa. Tutti sapevano che c’erano, ma nessuno immaginava scavi così sofisticati, estesi per chilometri, costruiti in cemento, con biforcazioni e uscite multiple. Lo Shin Bet e l’Aman, il servizio segreto militare sapevano che Hamas aveva impiegato oltre mille minatori ma non hanno tratto le conclusioni giuste sul potenziale del nemico.

 

A Gaza l’Idf non ha potuto sfruttare in pieno la sua capacità di manovra e la superiorità aerea. Ma è stato proprio il dominio del cielo che ha costretto Hamas a lavorare sottoterra sviluppando capacità non comuni. Mohamed Deif, il ‘fantasma’, ha creato piccole unità -i Morabitun- che hanno osservato le direttrici d’attacco usate dagli israeliani in passato. S’è scoperto -rivelazione Corsera- che lungo queste rotte Hamas ha piazzato barili-bomba da 80 chili nascosti sotto il terreno. Almeno 15 soldati sono stati falciati da queste trappole. Imboscate esplosive e trappole alla scuola della guerriglia.

 

Deif, figura ormai leggendaria ( www.remocontro.it/2014/08/01/hamas-segreta-i-protagonisti-lodio-totale/) raccontata su RemoContro da Aldo Madia, semiparalizzato, privo di un occhio dopo essere sfuggito a quattro attacchi, ha studiato a fondo l’avversario. Imitando gli Hezbollah, i suoi Murabitun hanno impiegato razzi anticarro contro edifici occupati dagli israeliani. L’esercito è stato attirato nei centri abitati, dove Hamas ha lasciato uomini nascosti in altre gallerie. Sono stati loro ad attivare cariche, sparare razzi, tentare azioni suicide rendendo molto costosa l’avanzata inarrestabile.

 

An Israeli army officer   in a tunnel said to be used by Palestinian militants for cross-border attacks, at the Israeli-Gaza border

An Israeli army officer in a tunnel said to be used by Palestinian for cross-border attacks

 

Reazione israeliana, sempre più pesanti bombardamenti costati la vita a oltre 1600 civili palestinesi. Troppi “effetti collaterali” per l’opinione pubblica mondiale. Secondo l’analisi militare di Olimpio, a vincere sarebbero state proprio le spie del ‘Fantasma’ che hanno tenuto d’occhio le aree all’esterno di Gaza dove di solito gli israeliani concentrano le proprie forze. Coordinate alle batterie di mortai come era accaduto accaduto in Libano nel 2006. Storia non ancora conclusa e difficile da valutare, ma certamente più amara del previsto per Israele che scopre un avversario che impara dalle sconfitte.

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